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Grandi ritorni. Jannis Kounellis, dopo trent’anni, sbarca in Francia. Con una mostra monumentale, e da non perdere, alla Monnaie di Parigi

di - 10 Marzo 2016
Jannis Kounellis ridefinisce lo spazio della Monnaie de Paris con una ventina di opere monumentali straordinarie, in un’esposizione che porta il nome di “Brut(e)” fino al 30 aprile.
Curata da Chiara Parisi, anche direttrice dei programmi culturali dell’istituzione, “Brut(e)” s’inserisce in maniera del tutto originale lungo gli oltre mille metri quadri dei saloni del diciottesimo secolo della Monnaie.
A 30 anni di distanza dalla sua ultima mostra parigina, questa attuale traccia un percorso che non s’inscrive nella logica di una retroprospettiva ma piuttosto in quella di una drammaturgia umana che si esprime attraverso il ferro, il carbone e il fuoco. «Il ferro e il carbone per me sono materiali che evocano al meglio la rivoluzione industriale, le origini dell’arte contemporanea – ha spiegato Kounellis questa mattina durante il vernissage – Questi materiali sono la mia risposta contro l’universo virtuale». Presenti nella sala Dupré un insieme, che data di quest’anno, di otto cavalletti monumentali in ferro sui quali sono state posate lastre d’acciaio con su stampate date di nascita di artisti (foto sopra). Sempre parlando di nascita, ma questa volta di un’opera creata per commemorare la venuta al mondo del figlio dell’artista, viene riproposto in Senza titolo (Da inventare sul posto) del 1972. Qui un violinista interpreta un’aria di Stravinsky sulla quale danza una ballerina classica, sullo sfondo una tela rosata su cui è visibile un pezzo del Pulcinella del compositore, mentre su un lato della sala sono appesi in maniera lineare vecchi cappotti scuri. Tra le opere anche Sans titre (Libertà o morte, W. Marat W. Robespierre) del 1969.
Una mostra forte dalle letture molteplici, in cui il fuoco, elemento arcaico, è onnipresente, e lo ritroviamo in maniera diretta o attraverso il legno e lo zolfo. Presenti anche animali: sei topi e due pesci rossi che, immersi in un piatto di ceramica, si muovono intorno ad una lama affilata di un coltello, il tutto posato su una sedia. Da non perdere. (livia de leoni)

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