Quello che non riuscirà a fare la realtà lo faranno i libri, o almeno questa è una storia che sembrerebbe funzionare. Come accade nel caso del
CRAC –
Centro Ricerca Arte Contemporanea – che fino al 2014 è stato ospitato al Liceo Artistico Bruno Munari di Cremona, per poi essere chiuso tra non poche polemiche.
Nato nel 2004 per opera di alcuni insegnati con l’obiettivo di attivare nel Liceo Artistico Statale Bruno Munari di Cremona un’offerta formativa aperta alla contemporaneità, nel 2007 il CRAC si era costituito associazione non profit, collaborando con curatori, artisti e istituzioni di tutta Italia, da Artissima al Pastificio Cerere, MAGA, GAMeC, ArtVerona, PAV, tenendo lezioni dal Dams a Brera, a Naba, solo per ricordare alcune attività.
Tutto
finito in miseria, nell’ottobre 2014, perché pare che al liceo servissero due aule in più.
Quel che è fatto è fatto? No, perché appunto oggi il CRAC rivive in un libro edito da Postmedia CRAC
Centro Ricerca Arte Contemporanea TEN YEARS 2004 – 2014. Arte, educazione, formazione, lavoro, spazio pubblico, che racconta con gli interventi di Dino Ferruzzi e Gianna Paola Machiavelli, fondatori del CRAC, Marcella Anglani, Katia Baraldi, Fabrizio Basso, Silvia Cini, Maurizio Coccia, Emilio Fantin, Mario Gorni, Pablo Helguera, Giancarlo Norese, OsservatorioinOpera (Piero Almeoni e Paola Sabatti Bassini), Luisa Perlo a.titolo, Paolo Perticari, Mara Predicatori, Mili Romano e altre voci, dell’intenzionalità delle pratiche attive, del mestiere dell’insegnante e dell’artista, con la consapevolezza che mettere in comune con gli studenti l’esperienza della pratica pedagogica e estetica, significhi condividere le conoscenze e sperimentare nuove forme di partecipazione fuori dai contesti abitudinari e strumentalizzati sia dell’educazione che dell’arte.
Un po’ come la stampa del volume, resa possibile con una campagna di crowdfunding. Per ricordare 10 anni, e guardare al futuro.