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Il dialogo tra essenza e assenza, per la mostra di Marco La Rosa a Spazio Cordis di Verona

di - 5 Febbraio 2019
Sarà visitabile fino al 22 febbraio, la mostra di Marco La Rosa, “Beneath between beyond”, presso l’ex ambulatorio cardiologico diventato Spazio Cordis a Verona. La mostra, curata da Jessica Bianchera, presenta un percorso tra gli aspetti più intangibili del mondo e dell’uomo, di cui La Rosa si interessa e ai quali l’artista vuole dare una forma: vuoto, spiritualità, conoscenza, identità, tensione tra fenomeno e noumeno, tempo.
Nelle sale di Spazio Cordis, Marco La Rosa presenta i risultati del binomio contrastivo materiale/immateriale, come nel ciclo Derive, nel quale il vuoto presente nelle condutture idrauliche si mostra come contenuto non più invisibile. Allo stesso modo, il processo utilizzato per la nascita della serie Apoteòṡi, sfrutta un altro materiale da costruzione, i mattoni forati ai quali viene privata la funzione di sostegno, quindi il mattone stesso, per far emergere solo l’essenza sotto forma di piombo precedentemente colato tra gli intercapedini.
I lavori di Marco La Rosa sono un continuo ritorno su concetti legati all’ambito filosofico che si pongono come mezzo di apertura verso nuove possibilità. Questo è ciò che accade anche con Autoritratto, presente nell’ultima sala della mostra e che ripropone il concetto di essenza, in questo caso dell’artista stesso, ma in una possibilità nuova, smaterializzata in solidi platonici. Nella sua indagine oltre la superficie non poteva mancare il tempo, o meglio la possibilità di poter fermare un istante per renderlo eterno. In Second week of January viene proposta la solidificazione di un momento in cui la superficie mutevole rappresenta uno stato d’animo che viene fissato nel cemento.
Questi e molti altri ossimori accompagneranno il visitatore in un’esperienza che sta al di sotto, tra e oltre la materialità. (Ilaria Zampieri)

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