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Il futuro al Padiglione dei Paesi Nordici. Ecco tema e artisti per la prossima Biennale

di - 10 Settembre 2018
Non sempre le previsioni del tempo ci prendono ma se ad occuparsene è il Padiglione dei Paesi Nordici, tradizionalmente tra quelli più attesi e apprezzati ai giardini della Biennale d’Arte di Venezia, allora si può andare sul sicuro. Tema della prossima esposizione, curata da Leevi Haapala e Piia Oksanen, sarà infatti “Weather Report: Forecasting Future”, titolo di impronta dichiaratamente ecologista e che pure lascia intravedere qualche spiraglio, oltre le nubi che si vanno addensano sul presente, tra riscaldamento globale, continenti galleggianti di plastica e probabili estinzioni di massa.
In mostra, le opere di nabbteeri, duo formato da Janne Nabb e Maria Teeri, dalla Finlandia, di Ane Graff, dalla Norvegia, e di Ingela Ihrman, dalla Svezia, scelti per l’eterogeneità delle loro pratiche che, in più occasioni hanno implicato una fusione tra arti visive, studi umanistici e scienze naturali, un processo collaborativo e dialogico, all’interno di una comunità multidisciplinare.
Graff lavora con sculture e installazioni ambientali e, nella sua ricerca, riunisce un’ampia gamma di discipline, dal nuovo materialismo femminista alla microbiologia e alla chimica, per interrogare le strutture convenzionali e presumibilmente stabili delle classificazioni. Le sue opere rendono osservabile il modo in cui il corpo umano è esposto ad agenti esterni, come i batteri e gli elementi tossici. Le sculture a forma di pianta di Ihrman crescono, sbocciano e appassiscono, con installazioni che spesso includono elementi performativi. I suoi lavori partono dalla coscienza ambientale sviluppata negli anni ’70 ma dalla prospettiva degli studi queer, includendo le relazioni tra le diverse forme di vita e i concetti di appartenenza e solitudine. Nabbteeri lavora sul site specific e, in genere, iniziano mappando il luogo in cui dovranno lavorare, per interagire con l’ambiente, la sua materialità e le molteplici specie dei suoi abitanti. Spesso basano il loro lavoro sull’osservazione delle forme di vita più piccole, dai coleotteri ai batteri saprofagi.
Per la mostra nel Padiglione dei Paesi Nordici, tutti gli artisti creeranno nuovi lavori, tra installazioni, sculture e assemblaggi, oltre a performance, materiale digitale e testi. A commissionare i lavori, il Museum of Contemporary Art Kiasma, che fa parte della Finnish National Gallery, il Moderna Museet e l’Office for Contemporary Art della Norvegia.
Disegnato dall’architetto norvegese Sverre Fehn, il Padiglione fu completato nel 1962 come spazio per la collaborazione tra Finlandia, Norvegia e Svezia e, fino al 2021, le esposizioni saranno progettate insieme, attraverso il Nordic Committee, alternando le commissioni principali.
In alto: Ane Graf, Maria Teeri, Janne Nabb and Ingela Ihrman. Photo: Finnish National Gallery, Pirje Mykkänen

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