Categorie: Fotografia

I&I: pratiche di resistenza culturale nella provincia contemporanea

di - 8 Maggio 2026

I processi culturali che ambiscono a creare condivisione e senso di appartenenza non possono che svilupparsi in modo orizzontale, attraverso partecipazione e collaborazione. In questa prospettiva si inserisce il dialogo tra Equinoxxx — collettivo attivo in Ciociaria dal 2024, impegnato nella promozione di pratiche artistiche e culturali indipendenti — e il Bomboklat Festival.

Il sodalizio, nato da una visione comune della cultura come pratica aperta, accessibile e necessaria, ha portato a un’ulteriore trasformazione del palatenda comunale di Pofi che oltre all’allestimento di un imponente muro di casse per il sound system — come ormai di consueto da anni — è stato anche adattato a spazio espositivo per la seconda edizione della mostra  fotografica I&I — ideata e curata da Equinoxxx — consolidando un percorso già capace di incidere significativamente sul territorio.

Bomboklat festival 2026, foto di Marco Petrucci

L’esposizione ha assunto, anche in virtù della ricorrenza del 25 aprile, un’ulteriore valenza simbolica. Il riferimento alla resistenza, infatti, non si esaurisce nella dimensione della memoria storica, ma si estende al presente, dove l’atto creativo diventa pratica attiva e condivisa, che rappresenta un’opportunità non solo per chi espone, ma per l’intero territorio. In questo contesto, la pluralità degli sguardi si traduce in una narrazione collettiva che trova forza proprio nell’eterogeneità delle esperienze dei venti autori selezionati per questa edizione: Amelia Nilda Nieddu, Curvadritta, Dominik Scharf, Elisa Handwerker, Eliya Blue Kizozo, Flavia Locatelli, Francesco Candido / Pour35mm, Gardner Mounce, Giulia Tagliaferri, Laura Cappellotto, Ludovica Anzaldi, Manuela Fernandez, Marco Waldis, Maria Flaminia Bari, Matteo Cariddi, Matteo Maimone, Mirsye, Piero Corvo, Romain Guédé e Unpopular Archivio.

Maria Flaminia Bari, (unititled)

Esperienze come questa assumono quindi un valore che va oltre la dimensione artistica. Offrono occasioni di incontro e partecipazione che incidono sulla crescita dei giovani, favorendo forme di aggregazione attive e consapevoli e contribuendo a costruire un tessuto sociale più dinamico, capace di accogliere chi lo abita anziché che respingerlo, come spesso accade.

Non è un segreto che la carenza di stimoli rappresenti una delle fragilità più evidenti delle realtà provinciali, in particolare in una provincia come quella di Frosinone, in cui le attività dedicate ai giovani si contano sulle dita di una mano e gli spazi sono pressoché assenti.

Nei piccoli centri, infatti, il rapporto con le istituzioni e l’accesso a circuiti culturali strutturati è spesso limitato e qualunque attività svincolate dalla logica del consumo, fatica a trovare spazio ed è proprio alla generale disattenzione istituzionale che si oppongono le associazioni e i collettivi locali, che invece cercano di mobilitare le nuove generazioni partendo dal basso.

bomboklat 25 aprile, ph: Mirko Ostuni (mirkojira)

Proprio in questo scenario emergono segnali rilevanti: quando queste difficoltà vengono superate e prendono forma iniziative come I&I o il Bomboklat, emerge il vero potenziale delle realtà associative della provincia che impiegano le loro risorse e i loro sforzi per trasformare delle condizioni di partenza limitanti in una spinta, anziché un freno, all’autodeterminazione e alla partecipazione attiva.

Il titolo stesso, I&I, si pone come primo manifesto del progetto, richiamando un’espressione della cultura rastafari che sostituisce il pronome “noi” per affermare l’inscindibile relazione tra individuo e collettività. È proprio questo il principio che ne costituisce il nucleo: ogni immagine, pur mantenendo un valore autonomo, acquisisce pieno significato nel momento in cui entra in relazione con le altre. Gli scatti, al di là di ciò che raccontano individualmente e delle differenze sostanziali che presentano tra loro, sembrano configurarsi come frammenti che, seppur pienamente indipendenti, se accostati rivelano inattese risonanze. Ognuno sembra restituire un dettaglio, una porzione minima di esperienza, ma se osservati con maggiore attenzione è possibile scorgere una visione più ampia: una sorta di mosaico della contemporaneità, costruito attraverso sguardi che, pur non incontrandosi direttamente, condividono tensioni, sensibilità e urgenze comuni.

Francesco Candido, (untitled)

In questo senso, sia I&I che il Bomboklat non si esauriscono nell’arco di una giornata o nello spazio che la ospita, ma lascia intravedere una possibilità più ampia: quella di costruire, anche in contesti marginali, forme di produzione culturale autonome, capaci di generare relazione autentiche. Non si tratta soltanto di colmare una mancanza, ma di ridefinire ciò che un territorio può essere quando viene attraversato da energie condivise. È forse proprio in queste esperienze, ancora fragili ma ostinate, che si intravede una direzione possibile, fatta non di modelli da inseguire, ma di pratiche da costruire insieme, a partire da ciò che già esiste.

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