Categorie: Speednews

Il Gotha dell’antiquariato. La storica fiera Parma si rinnova, partendo dalle origini

di - 12 Settembre 2018
Dall’8 all’11 novembre 2018, si terrà a Parma la 14ma edizione di Gotha, mostra di alto antiquariato, arti e Novecento, che mette insieme sessanta gallerie italiane e internazionali, oltre a due collaterali e una serie di talk, occasioni di confronto sul tema del collezionismo e del museo. Un percorso di valorizzazione del territorio che coinvolge sempre di più le principali istituzioni museali di Parma e provincia, solida e imprescindibile base di partenza per ogni rinnovamento.
L’idea di fondo è all’insegna di una rinascita nel rispetto della tradizione, un nuovo inizio in continuità con il passato e il presente della città emiliana, l’arte antica in dialogo con quella contemporanea e la fotografia, attraverso una rete di relazioni consolidate e l’inclusione di una comunità di persone sempre più ampia. Questa edizione di Gotha si apre al cambiamento e amplia la sua proposta auspicando una reazione positiva e duratura da parte del collezionismo internazionale, interlocutore privilegiato.
Ripensare la fiera, come sottolineato da Ilaria Dazzi, Brand Manager della manifestazione, a partire dal suo contenitore, circa 1500 metri espositivi, in linea con il gusto per la semplicità e pulizia di forme, fino all’apparato comunicativo con il nuovo sito web, canali social e una squadra di blogger e giornalisti che terranno costantemente aggiornato il pubblico nazionale e straniero. Formato snello e nuova veste grafica anche per il catalogo della fiera, oltre a convenzioni per i visitatori, dentro e fuori la sede fieristica.
Sono però le due mostre collaterali a costruire un ponte ideale tra presente e passato, a promuovere un confronto di prospettive, a far parlare opere ancora vive e attuali. Il Settecento e il Novecento sono rispettivamente i secoli di Ennemond-Alexandre Petitot e Arturo Martini, coinvolti insieme alle istituzioni che li rappresentano in un dialogo apparentemente impossibile, in realtà foriero di ulteriori valutazioni, anche di valore economico. L’Accademia di belle arti, fondata proprio dall’architetto francese, presenta in quest’occasione tre quadri, normalmente difficilmente accessibili al pubblico, il Ritratto di Ennemond-Alexandre Petitot, il Ritratto del nipote di Petitot e la Veduta interna del tempio alla dea Mnemosine. Mentre di Martini sono il Leone e la Leonessa, due sculture risalenti al 1935-1936, “riscoperte” dal critico d’arte Roberto Borghi e da Paolo Aquilini, Direttore del Museo della seta di Como, in una villa alle porte di Lecco, dopo che per lungo tempo si pensava a quelli di via Sarfatti, all’ingresso dell’Università Bocconi, come agli unici esemplari delle sculture. Ora per la prima volta vengono esposte al pubblico, testimonianza di una fase particolare e intensa della produzione dell’artista: «Sono l’esito di un tentativo di creare opere d’arte con procedimenti industriali, eppure hanno una qualità formale persino superiore a certi pezzi unici. Pensati come sedili da giardino, avrebbero dovuto avere una funzione d’uso, e invece possiedono l’aura di sacralità propria delle sculture delle cattedrali. Arcaici e infantili allo stesso tempo, possiedono una grazia spiazzante», precisa Borghi.
Un’ulteriore occasione di approfondimento è il programma di talk di Gotha, uno per ogni giorno della fiera, con l’obbiettivo di indagare le dinamiche del collezionismo privato e pubblico, le sue origini e il suo futuro prossimo, attraverso le testimonianze di alcuni dei suoi protagonisti.
Parma si lega sempre di più al territorio per farsi conoscere al di fuori dei suoi confini e, dopo averne scoperto la storia, non rimane che viverne il presente. (Ilona Barbuti)

Articoli recenti

  • Mostre

Il vernacolare americano di Richard Prince e Arthur Jafa da Fondazione Prada a Venezia

Fino al 23 novembre 2026, la mostra “Helter Skelter”, mette in relazione nelle sale di Ca’ Corner della Regina le…

8 Maggio 2026 16:30
  • Arte contemporanea

Biennale Arte 2026: i Padiglioni da vedere ai Giardini, tra rumori, cartoline e balene

Dal mosaico di cartoline della Spagna alle vibrazioni sonore della Polonia, passando per le performance estreme dell'Austria, un viaggio tra…

8 Maggio 2026 16:10
  • Mostre

La Galleria Borghese ricompone un dittico perduto e interroga la memoria inquieta della collezione

La nuova mostra di Galleria Borghese propone un dispositivo critico capace di interrogare i concetti di autorialità, memoria collezionistica e…

8 Maggio 2026 15:00
  • Attualità

Sciopero alla Biennale Arte: padiglioni e bookshop chiudono

Sciopero e proteste attraversano la Biennale Arte 2026 di Venezia: chiusi temporaneamente il bookshop e diversi padiglioni ai Giardini, mentre…

8 Maggio 2026 14:50
  • Progetti e iniziative

Omphaloi: il sottosuolo di Napoli risuona alla Fondazione Morra Greco

Alla Fondazione Morra Greco, Soraya Checola e Luigi Manzi registrano le risonanze del tufo napoletano per tradurne le frequenze in…

8 Maggio 2026 13:30
  • Fotografia

I&I: pratiche di resistenza culturale nella provincia contemporanea

Una mostra fotografica e un festival reggae trasformano il palatenda di Pofi in uno spazio condiviso, dove arte, musica e…

8 Maggio 2026 12:30