«Le pratiche artistiche sono laboratorio di futuro, di nuove visioni: è anche attraverso l’arte che si possono gettare ponti e la creatività può e deve essere strumento di diplomazia culturale». Lo dice la Presidente del MAXXI Giovanna Melandri, in occasione della presentazione del nuovo corso del museo delle arti del XXI secolo, che sempre di più si vuole porre come una istituzione aperta su più orizzonti, e su più fronti. O, secondo il Direttore Artistico Hou Hanru, «Un laboratorio per ideatori di progetti dal forte carattere immaginativo che si confrontano con le sfide della realtà di oggi».
Le novità? Iniziamo da quelle “politiche”. C’è per esempio la Regione Lazio, che conferma la sua adesione alla fondazione del museo, mentre MINI diventa nuovo partner del museo per i Public Programs, ed Enel avrà un rappresentante (la Presidente Patrizia Grieco) nel CDA.
Cosa si vedrà invece in questo 2016? 17 mostre nuove in totale, tra cui quelle appena inaugurate di Nervi e Durham.
Amos Gitai, con “Chronicle of an assassination foretold” sarà invece protagonista a partire dal prossimo marzo, mentre il tema della visione sarà affrontato con “HIGHLIGHTS/Visions e le opere tra arte e architettura di Sou Fujimoto, Michelangelo Pistoletto, Paolo Soleri, Luca Vitone, Franz West e Chen Zhen.
Il 13 aprile sarà invece la volta di William Kentridge, che nella Capitale per il progetto Triumphs and Laments entrerà anche al MAXXI con la mostra “About William Kentridge”, una selezione delle sue opere più importanti tra quelle del patrimonio del museo
Una settimana dopo torneranno in scena, dopo la mostra al PAC di Milano, le architetture e le utopie di SUPERSTUDIO. Sarà poi la volta di “EXTRAORDINARY VISIONS. Italia”, un omaggio ai 70 anni della nascita della Repubblica, con il Paese scattato dagli obiettivi di Luigi Ghirri, Gabriele Basilico, Mimmo Jodice, Franco Fontana, Gianni Berengo Gardin, Hiroshi Sugimoyo, Armin Linke, Jordi Bernadò, Massimo Vitali e altri.
“BENVENUTO!” di Sislej Xhafa sarà invece la retrospettiva dedicata alla figura del’artista kossovaro, incentrata sul tema dell’accoglienza. E visto che il museo si vuole porre anche come avamposto di osservazione sull’attualità, per il 2017 è prevista una mostra dedicata alla scena artistica contemporanea di Beirut e del Libano e l’esposizione dei capolavori del TMOCA di Teheran, tra cui opere di Francis Bacon, Jackson Pollock, Andy Warhol, Alberto Giacometti, Mark Rothko, alcune delle quali mai uscite prima dal Paese.
Ma andiamo per gradi, e a giugno sarà la volta della pakistana Shazia Sikander e dei suoi immaginari indo–persiani. Autunno invece con il “Sacro” di Alvaro Siza, e la “Genealogia dell’architettura domestica in Giappone negli ultimi 70 anni”.
E dopo questo vorticoso turbine di offerta non mancano anche i progetti speciali: “RINASCERE DALLA BELLEZZA. La contemporaneità delle antichità mesopotamiche”, “COLLECTIONS AT MAXXI EXPANDING HORIZONS”, ovvero un focus sulle maggiori collezioni corporate e private nazionali e internazionali, in dialogo con l’allestimento permanente della Collezione MAXXI e, ancora, la promozione del contest “THE INDEPENDENT” dedicato ai gruppi indipendenti italiani e internazionali che “fanno cultura” fuori dalle dinamiche tradizionali.
Last, but not least, i progetti di
YAP MAXXI per l’estate, mentre nei prossimi mesi conosceremo il vincitore della nuova edizione del
Premio legato al museo. E non mancheremo con gli aggiornamenti.
In home page: Superstudio, Il Monumento Continuo, Grand Hotel Colosseo 1969, courtesy Fondazione MAXXI
Sopra: Sislej Xhafa, Benvenuto!, 2000, courtesy Galleria Continua