Sono alte pochi centimetri. La loro forma è molto sommaria, superficie grumosa, fattezze appena accennate, due fori per gli occhi. Ma sono 192mila! Sono le figurine di terracotta che compongono Asian Field, l’installazione che Antony Gormley presenta alla Biennale di Sydney, in corso fino al 27 agosto. Una vera marea, che invade letteralmente i Pier 2 e 3, spazi che ricordano le veneziane Corderie dell’Arsenale. Le hanno realizzate in appena cinque giorni 350 contadini della Cina del sud, plasmandole da oltre 100 tonnellate di argilla rossa. Ma è sugli occhi che l’artista concentra la sua attenzione. Perché – sostiene l’autore del famoso Angel of the North – “l’arte non sta lì per essere guardata; sta lì per guardare noi”.
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