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In taxi all’Angelo Mai. Veltroni da te proprio non ce l’aspettavamo

di - 19 Luglio 2006

E’ ufficiale. Walter Veltroni perde colpi. Inondato dall’ennesimo tsunami di buonismo, il sindaco ha nel breve volgere di ventiquattro ore messo lo zampino in due episodi paradigmatici che disvelano clamorosamente quale sia la deriva -irrimediabile?- del modello italiano. In sintesi? Più si è prepotenti, più si ottiene.
Dapprima il sindaco di Roma ha aiutato i tassinari ad affossare la sacrosanta riforma governativa sulle liberalizzazioni ponendosi come mediatore tra lo spirito riformatore del Ministro Bersani (osannato da sessanta milioni di consumatori) e lo spirito sfascista delle auto bianche (come dire una pelosa corporazione di quaranta mila unità). La mediazione ha partorito la vittoria dei quaranta mila…
Subito dopo Veltroni ha rivolto la sua attenzione al caso dell’Angelo Mai (per un sunto dell’affaire, vedi l’articolo correlato in calce). Ex convitto nel Rione Monti okkupato da gruppi di sedicenti artisti e teatranti, da militanti politici ed esponenti dell’upper class capitolina in cerca d’autore (oltre che da famiglie sfrattate, ad onor del vero).
Come abbiamo già spiegato giorni fa, al di là della valutazione sulla ‘produzione artistica’, utilizzata come giustificativo per qualsiasi scorrettezza -chiasso notturno, occupazione abusiva, minacce di morte agli abitanti del quartiere- l’elemento caratteristico degli occupanti è stato quello dell’incredibile prepotenza. Della raggelante impunità. Del tutto ci è dovuto. Da qui il parallelo con i tassisti.
Tutto avrebbe potuto fare un’amministrazione comunale nei confronti di un siffatto gruppo, fuorché cedere. Tuttavia -con la grande responsabilità della stampa che mai si è schierata dalla parte della legalità- il Comune di Roma ha ceduto. Gli intoccabili dell’Angelo Mai -che si considerano quantomeno alla stregua del parigino Palais de Tokyo o magari del MoMA di New York visto che “la nostra produzione culturale non può subire interruzioni“- molleranno l’ex convitto del Rione Monti, ma avranno in cambio un pied à terre di 850 mq alle Terme di Caracalla. Una ex bocciofila nella quale da tempo gli alunni della vicina scuola media Giardinieri speravano di poter aprire la palestra.
Tutto risolto seppur con la vittoria della prepotenza? Manco per sogno. “Attendiamo garanzie sulla validità dell’operazione prima di muoverci da qui” dichiarano dall’Angelo Mai al Corriere della Sera. “La tempistica non può essere quella calcolata. Non vogliamo un accordo di maniera, quello spazio va ristrutturato, ci vuole un progetto concordato ad un tavolo tecnico“.
Insomma questa bizzarra generazione di occupanti-snob guarda, eccome, in bocca al proverbiale caval donato. E lo accetta solo chiavi in mano, ben restaurato (a spese dei cittadini romani) e magari con l’aria condizionata, le uscite di sicurezza, la caffetteria e l’impianto antifurto. Sennò gli alunni del Viscontino (è a questa scuola che l’ex convitto è stato destinato) l’Angelo Mai se lo possono scordare. Il tutto, ed è il motivo della nostra presa di posizione come abbiamo spiegato nel precedente articolo, in nome dell’arte.
Chi fermerà ora le richieste di altri gruppi di potere, di altri centri sociali? Chi spiegherà che ‘così va il mondo’ alle centinaia di associazioni che hanno fatto richiesta di spazi al comune da anni senza occupare palazzi illegalmente? E a quelle organizzazioni che per avere una sede pagano un regolare affitto? Come si governa una città dove passa il messaggio secondo cui basta alzare la voce e fare i prepotenti per ottenere mega spazi in regalo?
Una parte del Modello Roma è anche questo“, ha dichiarato Veltroni. Noi, fino a ieri, l’avevamo inteso diversamente. (m. t.)

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Angelo Mai, il nostro precedente articolo

[exibart]

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  • Uno fa una inchiestina toma toma cacchia cacchia e diventa accanimento? Namo bene namo. Namo proprio bene.

  • Al dillà di tutti gli altri discorsi,non capisco perchè non vi accaniate contro i sedicenti artisti e curatori quando partecipano a mostre nelle gallerie, nei musei o in altri luoghi istituzionali. Cosa c'è sotto?

  • certo non si puo dire che il livello delle opinioni della comunity non siano alte

  • Mi sembra assolutamente normale.
    Lottare in maniera "dura" o "antipatica" (magari anche un pó stronza appunto) per ottenere spazi culturali indipendenti di cui in Italia siamo privi (rispetto al resto d'Europa) dovrebbe essere la prassi (visto che le autoritá sono sorde, cieche e mute).
    Tra l'altro in questo paese di morti viventi forse é anche l'unica via (per lo meno Veltroni (in generale la sinistra) non mi sembra il tipo da chiamare la polizia e farti sgombrare a suon di sprangate in faccia stile G8 2001, anche perché perderebbero 2/3 milioni di voti).
    Per cui, se ne siete capaci, APPROFITTATENE!!!

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