Anche Piacenza si dota di un centro d’arte contemporanea. La ex Centrale elettrica Emilia, situata sul Po a poca distanza dalla città, è ancora oggi ben visibile per chi raggiunga la città da Milano, o per chi transiti lungo la linea ferroviaria Milano-Bologna. Edificata su un’area di 26mila mq di cui 6700 coperti e inaugurata ufficialmente nel 1929, fu progettata da Piero Portaluppi, architetto brillante, eclettico, dal segno elegante e sofisticato, – attivo soprattutto a Milano dove contribuisce alla definizione del piano regolatore nel 1929 e dove progetta il Planetario –, ricordato anche come “l’architetto delle centrali”, avendone progettate nel nord dell’Italia ben undici tra il 1913 e il 1930.
Definitivamente dismessa nel 1985, in occasione della mostra Cover Theory (con una inaugurazione ricchissima di eventi) la ex Centrale Emilia viene restituita al pubblico come Officina della Luce. Si tratta di un importante momento di rivalutazione del contesto architettonico e culturale di questo straordinario esempio di archeologia industriale, che proseguirà nel tempo mediante iniziative culturali di vario genere.
Grazie al sostegno della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Piacenza, e di sponsor privati, Officina della Luce si avvia perciò a diventare un luogo espositivo di prim’ordine per l’arte contemporanea, in un contesto lontano dalle grandi capitali dell’arte italiane, ma non meno vivo e ricco di suggestioni per gli artisti e il pubblico.
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