Categorie: Speednews

La nuova alba dell’arte cinese. Kwan Sheung Chi vince la prima edizione del Premio Hugo Boss Asia Art

di - 31 Ottobre 2013
È nato nel 1980 Kwan Sheung Chi, il primo vincitore del contest biennale Hugo Boss Asia Art, annunciato da Larys Frogier, Direttore del Museo Rockbund di Shanghai, insieme a Gareth Incledon, Amministratore Delegato di Hugo Boss Cina. Un board di giurati astronomico ha scelto il lavoro del giovane di Hong Kong per le sue qualità «ricche, spiritose ma critiche, dove è forte l’esplorazione delle sfide sociali e culturali di questa zona dell’Asia. Attraverso l’uso di diversi medium, sia concettuali che installativi, rendono il lavoro di Kwan Sheung Chi in grado di evocare questi temi in un modo davvero unico e sottile» ha dichiarato a nome dei giudici Frogier. E anche se non si parla direttamente di loro, vale la pena menzionare i giudici, anche per farsi un’idea dell’entità delle aspettative che Hugo Boss ha riversato sul Premio: ad aver assegnato la vittoria a Sheung Chi sono stati il curatore indipendente Biljana Ciric, Cosmin Costinas, direttore e curatore di Para/Site, Hong Kong, Yuko Hasegawa, Chief Curator al Museum of Contemporary Art di Tokyo, il nostro direttore del MAXXI, Hou Hanru, il critico Manray Hsu, da Taipei, Clara Kim, Senior Curator al Walker Art Center di Minneapolis, Alexandra Munroe Samsung, Senior Curator della sezione asiatica al Guggenheim di New York, Jochen Volz della Serpentine Gallery, Azure Wu editore di “Art China” e curatore, Pauline J. Yao, senior curatore del nuovo M+ di Hong Kong, l’artista Peng Yu, Anthony Yung, Project Manager di Asia Art Archive ad Hong Kong, e il docente all’Accademia di Belle Arti di Shanghai Zhao Li.
Insomma, non si bada a spese, per quella che si propone come una piattaforma che vuole mixare premio, mostra collettiva di artisti emergenti (quest’anno i selezionati erano 7, come vi avevamo raccontato in una speednews dello scorso 24 luglio) e di un programma di ricerca e di istruzione. Per vedere l’Asia alla luce delle trasformazioni, e indagare l’arte come scambio culturale e processo in grado di sviluppare nuova coscienza, e conoscenza. Fino all’8 dicembre, al Rockbund le opere in mostra, comprese quelle dei finalisti: Birdhead (Shanghai), Hsu Chiawei (Taipei), Hu Xiangqian (Pechino), Kit Lee (Hong Kong), Li Liao (Shenzhen) e Li Wei (Pechino).

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