Contemporanea 2026 ha coinvolto 32 gallerie romane con mostre, aperture speciali e itinerari tra centro storico, Ostiense, San Lorenzo ed…
Dall'assenza alla Biennale di Venezia alla ricerca del posto fisso: pensiero debole e sopravvivenza economica sono i nodi della crisi…
Per la 61. Biennale d’Arte, l’artista nordirlandese Mark Francis trasforma il Tana Art Space di Venezia in un dispositivo sinestetico…
Non solo K-Pop e K-Beauty: la nuova Biennale dell’Hangeul trasformerà la città di Sejong in un museo a cielo aperto,…
Astronauti, paesaggi alpini e giardini notturni nella mostra personale di Yuri Catania visitabile presso la Casa comunale Val Mara di…
Presentati a Venezia il titolo e il tema della Biennale Architettura 2027: gli architetti cinesi Wang Shu e Lu Wenyu…
Visualizza commenti
concordo con D.C.
L'iniziativa è tutto tranne che remissiva e accondiscendente. Gli articoli, la velatura... non sono certo la discretissima rimozione richiesta. Una risposta decente da parte di chi conserva con dignità il ruolo di interlocutore e non di esecutore dell'ordine. Anche se viene da chi eroga.
quante storie per un po' di visibilità. ma se la lasciavano lì e basta che succedeva?
ora sapete cos'è l'alto adige.
forse hanno fatto male a nasconderla ,sarebbe stato meglio lasciarla senza dargli troppo credito.è vero stiamo parlando di arte contemporanea ,e allora ? a mio avviso ogni forma d'arte ha buon gusto.
...strano.si parla già più del Museion di Bozen che del Mart di Rovereto che da anni propone arte contemporanea..il brutto,evidentemente,si nota di più.(e coraggio a chi magari se lo portaa casa)
l'arte è libertà di espressione, ogni opera d'arte rappresenta una parte ed un aspetto della società, senza veli e senza falsità...io qui mi sento rappresentata...altri no...ma non siamo tutti uguali per fortuna!
quando si profitta dell'arte per solleticare solo la propria visibilta, spesso si ritorce contro chi la provoca, poi ognuno di noi può dire che è arte , ma arte di chè? hanno fatto bene a sollevare dall'incarico la direttrice,
se avesse ridicolizzato maometto al posto di Gesù, invece di licenziarla i mussulmani l'avrebbero eliminata.
L'operazione della direttrice di Museion è stata assolutamente autoreferenziale.In questo modo lei s'è fatta pubblicità e s'è data esposizione, sia attraverso la produzione di un catalogo tra i più corposi mai visti, che ha sforato ogni budget,che con l'inutile provocazione della Rana di Kippenberg.Una furba provocazione magari anche per far passare in secondo piano ogni commento sulla mostra allestita: confusa e poco interessante.
la vergogna non è la rana ma le 200 mila euro per il suo catalogo! siamo impazziti?