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La realizzazione del Museum of Modern Art di Berlino è a rischio. Tutta colpa del Comune, e di un bando impossibile

di - 4 Marzo 2016
La stampa tedesca ha duramente criticato i dieci finalisti in lizza per la realizzazione del Museum of Modern Art di Berlino, la cui apertura è prevista per il 2021. I giornali accusano infatti l’amministrazione comunale di aver stabilito linee guida assurde e irrealistiche per l’ideazione dei progetti.
Oltre mille architetti da tutto il mondo avevano dimostrato interesse per la partecipazione alle selezioni, ma solo in 460 hanno effettivamente poi presentato una proposta. I prospetti dei finalisti sono stati consegnati a una giuria lo scorso mese e il vincitore doveva essere annunciato alla fine dell’anno. Ora, a sorpresa, è emerso che nessun progetto ha colpito nel segno.
La colpa sembra non essere degli architetti, ma piuttosto degli assurdi criteri stabiliti dal comune, che a quanto pare non hanno aiutato la creatività. Tra questi c’è per esempio la richiesta di integrare perfettamente la nuova struttura con l’ambiente circostante, impresa non facile considerando che nell’area che ospiterà il museo sorgono la Neue Nationalgalerie (sopra) di Ludwig Mies van de Rohe e la Philharmonie Berlin (in home page) di Hans Scharoun. Come se non bastasse l’edificio dovrà riflettere le “grandi fratture e gli estremi” del ventesimo secolo e mostrare “l’apertura, la sperimentazione e la provocazione” che hanno caratterizzato la città fin dagli anni sessanta. In aggiunta il museo dovrà essere espressione di una società “pluralistica e tollerante” ed includere elementi “di differenti materiali e genere”.
Va da sé che ideare un edificio che abbia tutte queste caratteristiche non sia un’impresa semplice e sembra proprio che il comune ce l’abbia messa tutta per rendere il progetto irrealizzabile. Quel che è peggio è che la cattiva gestione di questo piano dal costo di 200 milioni di euro, potrebbe avere delle conseguenze disastrose per le finanze della città. Berlino, in piena crisi economica, non può proprio permettersi un altro fallimento. (gt)

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