Verranno presentati a Roma, nel corso di una giornata di studio, i risultati di un progetto di ricerca sulla relazione tra l’inquinamento atmosferico e il degrado dei monumenti artistici, anche alla luce della totale assenza di limiti di legge mirati alla salvaguardia delle opere d’arte esposte all’aperto.
Lo studio, promosso dall’Apat – L’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i Servizi Tecnici – e realizzato dall’ICR, Istituto Centrale del Restauro, si è basato su monitoraggi effettuati in alcune città d’arte campione, con particolare attenzione a Roma, all’interno di un programma di ricerca in merito all’impatto dell’inquinamento atmosferico sul patrimonio artistico.
L’aumentare del traffico nelle grandi città espone anche le opere d’arte e i monumenti a rischi irreparabili, accelerando e aggravando il processo di degrado. Annerimento, crosta nera e successiva solfatazione sono le fasi del più grave ciclo degenerativo che provoca la perdita irreparabile di materiale lapideo e compromette inestimabili patrimoni monumentali. Un processo alla cui base si cela la deposizione di polveri, sostanze prodotte in gran parte dai tubi di scappamento.
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