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Lydia e la peste. Ultimi giorni per partecipare al concorso della Fondazione Il Lazzaretto

di - 5 Settembre 2018
Chi è Lydia? È la forma e la materia della complessità, sostantivo femminile, non necessariamente legato a questioni di genere ma riferito a tutto ciò che è contemporaneo, emergente, in trasformazione, preferibilmente lontano dagli stereotipi e dai cliché. Questi alcuni spunti della prima edizione del Premio Lydia, che la Fondazione Il Lazzaretto ha aperto agli artisti under 30.
Ma Lydia Silvestri, nata a Chiuro, nel 1929, e scomparsa a Milano, nel 2018, è stata anche una scultrice, allieva di Marino Marini, e poi docente all’Accademia di Brera e, per anni, ha lavorato proprio negli spazi occupati, dal 2014, dalla Fondazione, una volta sede dell’antico lazzaretto di Milano. Negli anni ’50, lo spazio le fu dato in gestione e lei lo usò come atelier ma non solo. L’ambiente era arioso e luminoso, con una storia alle spalle, ideale per accogliere nuove energie e idee. Per anni, figli e nipoti hanno frequentato lo studio per imparare l’arte e molto altro, al lazzaretto si sperimentava che rompere gli schemi ed “essere pestiferi” può essere un modo per trasformarsi e trasformare la realtà. La peste, che aveva segnato la storia dello spazio come luogo della cura e della separazione dal resto del mondo, diventa un metodo per creare.
Il bando premia con 5mila euro la realizzazione di un’idea progettuale dedicata al tema del femminile, senza limitazioni di tecniche e linguaggi. La giuria è composta da Edoardo Bonaspetti, curatore, Maria Chiara Ciaccheri e Anna Chiara Cimoli, curatrici dell’area arti visive del Lazzaretto, Francesca Kaufmann, gallerista, Damiana Leoni, consulente per l’arte contemporanea, Adrian Paci, artista, Paola Ugolini, critica d’arte e curatrice indipendente. Per partecipare c’è tempo fino al 14 settembre e qui si possono trovare tutte le informazioni. Il vincitore sarà annunciato nell’ambito di Peste!, festival promosso dalla Fondazione Il Lazaretto che, per la sua prima edizione, esplorerà i temi legati al femminile come metodo di analisi e di racconto del presente.
All’interno dei suoi nuovi spazi riqualificati, dal 4 al 7 ottobre, la Fondazione, la cui missione è di favorire processi di trasformazione collettiva e individuale, ospiterà un ricco calendario di incontri, workshop, concerti, proiezioni, installazioni e performance. Tra gli ospiti, la psicoterapeuta bioenergetica Nicoletta Cinotti, l’attivista e scrittrice Lorella Zanardo, l’insegnante di yoga e giornalista Yolanda Maggiora Vergano, il gruppo musicale Nina Madù e le Reliquie commestibili, la compagnia Teatro delle Moire. Per tutta la durata del festival, la Fondazione Lazzaretto presenterà la mostra “Rosso pestifero. Tabù e rossetto”, a cura di Maria Elena Colombo, un momento di riflessione sui tabù, per indagare l’insieme di stereotipi che si nascondono nella cura e nella dissimulazione del nostro aspetto.

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