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Milano Design Week/Assalto al green di Ventura-Lambrate, ma perché tutto svanisce dopo la “sbornia” collettiva intorno al Fuori Salone? |

di - 20 Aprile 2015
Ieri si è chiusa la kermesse della settimana del design: è stato preso d’assalto il distretto Ventura-Lambrate (sesta edizione), che si conferma come il laboratorio per eccellenza di oggetti del futuro, interessanti per ricerca sperimentale di materiali bio-tech, più giusti che belli, all’insegna  della sostenibilità e in simbiosi tra artigianalità e tecnologia.
Qui tra litri di birra, crauti & wurstel, hot dog e patatine fritte distribuiti da ambulanti disseminati ovunque, succhi naturali, moda, design e bio-food ruotano intorno alla ricerca sulle potenzialità di materiali ecologici e i protagonisti sono i giovani delle accademie internazionali.
Vincono per originalità i prototipi di design funzionale e poetico, per lo più nordico, proiettato oltre le ricercatezza di forme minimal-organic ai bisogni del futuro. Centosettanta espositori provenienti da 36 Paesi distribuiti nei capannoni intorno a via Ventura, dove per strada si sentiva parlare solo inglese, hanno stregato non solo il pubblico underground.
Spopola il vetro riciclato, il legno in versione high-tech, come ha dimostrato la mostra “Self-Assembly Furniture” che ha esposto progetti sviluppati in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology, unici per la lavorazione tecnologica di vegetali, con visioni azzardate ma non troppo, poiché questo si può trasformare in elemento di arredo senza l’intervento dell’uomo. La nuova tappa proposta quest’anno è stata il “Belgian Village”: un giardino incantato DIFT, dove 30 marchi belgi hanno trovato un allestimento insolito e sorprendente. Materiali alternativi, tinture naturali ricavati da succhi di vegetali, ottimizzazione di quelli di scarto (www.ventura-projects.com).
24 le Accademie presenti e tra le altre, qui non potevano mancare la Design Academy di Eidhoven, la Saint Martins e la School of architetture di Aarhus in Danimarca, attenti alle trasformazioni del concetto di abitare e l’Institut Industrial Design FHNW di Basilea. I temi fondamentali sono stati l’autopromozione, il ritorno all’artigianato però riadattato a una possibile produzione in serie con sistemi integrati. Design, scienza e natura stabiliscono nuove sinergie tra ricerca e le aziende, l’obiettivo è migliorare la vita delle persone in armonia con l’ambiente. Singolare  l’esperimento di giustapposizione tra stampa ceramica 3D e il vetro soffiato a mano, proposto da maestri vetrai della  Fornace Salvati a Murano in collaborazione con un gruppo di designer.
Complimenti a Margriet Vollenberg, fondatrice di Ventura Lambrate, leader di Organisation in Design, team con base a Utrecht e composta da nove donne “toste”, grazie alle quali quest’anno si è vista più qualità che quantità, con l’obiettivo di esplorare nuovi bisogni e funzioni di un futuro già presente. (Jacqueline Ceresoli)

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