Restituire alla città la propria identità, caratterizzandola in quanto realtà unica e riconoscibile. È questa la mission proposta dagli organizzatori del Mini Design Award 2007, il terzo dei tre concorsi d’idee organizzati e promossi da Mini in collaborazione con l’Istituto Europeo di Design (IED) e rivolto alle nuove leve del design italiano. Un concorso – dal titolo Il futuro della città: slow o fast? Luoghi, segni e metasegni –che vede la partecipazione di 33 progettisti under 35 e di sei scuole universitarie legate al mondo del design. Mini come la famosa urban car, che tuttavia la BMW – azienda partner nell’iniziativa – non ha voluto mettere direttamente al centro dell’interesse, preferendo concentrarsi sulla città, il contesto in cui il proprio prodotto “vive”. Tutti i progetti presentati – i partecipanti hanno tempo fino al 22 gennaio 2007 per completare e consegnare i loro elaborati – confluiranno in una mostra, intitolata La città che comunica, che sarà allestita alla Triennale di Milano in aprile, in occasione del prossimo Salone Internazionale del Mobile. I premi assegnano diecimila euro al primo classificato, ottomila al secondo, cinquemila al terzo. È inoltre prevista una borsa di studio del valore di seimila euro per l’università vincitrice che avrà facoltà di assegnarla a uno degli studenti partecipanti al progetto ritenuto particolarmente meritevole. La giuria del Mini Design Award è presieduta da Gillo Dorfles, critico d’arte e da Marco Saltalamacchia, presidente e amministratore delegato BMW Group Italia, ed è composta da Alberto Abruzzese, Ordinario di Sociologia delle Comunicazioni di Massa presso l’Università La Sapienza, Roma, saggista, scrittore e operatore culturale, Daria Bignardi, giornalista e conduttrice televisiva, Michele De Lucchi, architetto e designer di fama internazionale, Carlo Forcolini, presidente dell’Associazione Disegno Industriale (ADI) e Davide Rampello, presidente della Triennale di Milano.
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