Inalienabilità dei beni culturali, marchandising museale, servizi aggiuntivi (Legge Ronchey), gestione congiunta pubblico-privato. Ecco qualche tematica che sarà regolamentata dalla nuova carta. E poi ci sarà una forma di devolution, molti poteri passeranno infatti alle Regioni, ma anche alle provincie, ai comuni ed alle costituende città metropolitane. Il ministero –che a seguito dell’approvazione del Codice subirà un profondo processo di riorganizzazione- da parte sua conserverà su tutti gli ambiti un ruolo di controllo e di autorizzazione.
Tra qualche settimana potremo leggere l’effettivo testo del Codice e commentarlo com maggior cognizione di causa.
[exibart]
Artissima presenta le prime novità e il tema della sua 33ma edizione, la quinta diretta da Luigi Fassi, in programma…
Da Galileo Chini a Murakami, le tre giornate di vendita della maison fiorentina hanno chiuso con un totale di €…
Ekrani i Artit è il festival che porta in Albania il cinema sperimentale, la videoarte e la cultura visiva contemporanea:…
Da Piero Manzoni a Maurizio Cattelan, passando per più di 130 artisti: al MAXXI di Roma Tragicomica racconta ottant'anni di…
"I don’t see any nouns, I see only verbs", in programma fino al 6 giugno a Bolzano, nell'ambito ddel festival…
Alla Primavera dei Teatri di Castrovillari con il volume "Affogo" e l’anteprima dello spettacolo "Rigetto", Dino Lopardo ci racconta la…
Visualizza commenti
Speriamo che il nuovo "ordinamento" dei beni culturali non si riveli un disastro. Sono troppi i segnali negativi che da tempo aleggiano intorno alla "devoluzione culturale" urbaniana. Il sito "www.patrimoniosos.it" ha allertato da tempo molti uomini di cultura, che hanno espresso importanti pareri in merito. Lo consultino gli amanti della vera cultura artistica, e non solo...Che Dio ce la mandi buona, in un'epoca di follia politica come la nostra!