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Nell’antica chiesa, cade pioggia silenziosa. A Triuggio, l’installazione di Giacomo Morelli

di - 8 Maggio 2018
Silent Rain è l’installazione site specific di Giacomo Morelli ospitata nell’ex chiesetta di San Biagio (XIII Secolo) nel comune di Triuggio in provincia di Monza Brianza. Nell’ambito del progetto animaminima contemporanea, programma promosso dall’amministrazione comunale che intende animare una stagione artistica all’interno del piccolo edificio ristrutturato, Felice Terrabuio e Vittorio Raschetti hanno scelto il giovane artista per esporre un’opera solenne quanto la sacralità del luogo.
Visitando l’esposizione in un bella giornata di sole, è così che spicca, immersa nel verde della Brianza, un contenitore espositivo non-convenzionale d’arte contemporanea: una chiesa sconsacrata nella sua compatta forma squadrata definita da originali mura trecentesche, sopra cui si erige una copertura minimale, in vetro, frutto dell’ultimo rifacimento. Da subito non si può negare un po’ di stupore nel vedere inaspettatamente la meravigliosa struttura localizzata fuori porta ma è specialmente entrando che si rinsalda il valore – cultuale ed estetico – del luogo: l’opera di Morelli guadagna immediatamente la nostra attenzione diventando il centro di tensione.
Studente dell’Accademia di Belle Arti di Brera ma già impegnato nello sviluppo di progetti artistici, Morelli propone un’installazione tacitamente impattante. Si tratta di una struttura quadrata realizzata in cemento e posizionata al centro della chiesetta. Il blocco, posato a terra, è sbozzato di gocce cascate al suolo e immobilizzate. Intangibile la caduta ma percepibile l’impatto. È solo l’ultima traccia della goccia a essere visibile ai nostri occhi. Guardando però più attentamente, una goccia in vetro – sospesa ad altezza occhi e sistemata al centro del blocco di cemento – ci ricorda, e fa immaginare, la traiettoria della pioggia. Una caduta silenziosa, immateriale e incorporea. Un miracoloso temporale in una giornata di sole.
L’attenzione di Morelli per la natura è la base della sua arte poeticamente minimale e intellettuale, in cui l’artificioso modula forme naturali in astratte, ma pur sempre riconoscibili. Come nel simbolismo dell’acqua, secondo cui l’elemento più presente sul nostro pianeta veicola la vita e ci consente di conoscere di più noi stessi e l’universo che ci sta intorno, Silent Rain dimostra come attraverso un’opera statica si possa creare un diverso di dinamicità. (Martina Corbetta)

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