Aprirà nel 2027 il primo museo a Londra interamente dedicato ai Beatles: si chiamerà The Beatles at 3 Savile Row e sorgerà proprio nell’edificio che ospitò la sede della Apple Corps, l’etichetta fondata dal gruppo alla fine degli Anni Sessanta. È qui, sul tetto dell’edificio nel quartiere di Mayfair, che il 30 gennaio 1969 John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr tennero la loro ultima esibizione pubblica, diventata nel tempo in una delle immagini simbolo della cultura pop del Novecento. L’edificio, recentemente riacquistato da Apple Corps, sarà trasformato in uno spazio espositivo distribuito su sette piani, con materiali d’archivio inediti, mostre temporanee e ambienti ricostruiti a partire dalla storia del gruppo.
Tra gli elementi centrali del progetto ci sarà la ricostruzione dello studio di registrazione utilizzato durante le sessioni di Let It Be, l’album nato nel 1970 proprio negli spazi interni di Savile Row. Il museo promette inoltre di restituire ai visitatori l’atmosfera del celebre rooftop concert, immortalato anche nel documentario The Beatles: Get Back di Peter Jackson.
«È stata un’emozione speciale tornare recentemente al numero 3 di Savile Row», ha dichiarato Paul McCartney, ricordando la quantità di memorie custodite nell’edificio, ovviamente «Senza dimenticare il tetto». Anche Ringo Starr ha commentato il progetto museale: per il batterista, è stato «Come tornare a casa».
Ma al di là del mito legato alla costruzione dell’immaginario della band, Savile Row è stato anche uno spazio in cui si sono intrecciate produzione artistica, industria musicale. Gli Apple Studios furono realizzati proprio all’interno del numero 3 di Savile Row e progettati da Magic Alex, figura eccentrica vicina all’entourage della band. Le prime versioni dello studio, però, si rivelarono tecnicamente inadeguate e per diverso tempo gli spazi risultarono quasi inutilizzabili. Solo dopo una serie di interventi di ristrutturazione e aggiornamento tecnologico i Beatles iniziarono a utilizzarli stabilmente. Tra il 1970 e il 1971 ulteriori migliorie resero gli studi un punto di riferimento anche per altri musicisti della scena internazionale, tra cui Harry Nilsson e Marc Bolan, che scelsero Savile Row per incidere alcuni dei propri lavori.
«Ogni singolo giorno, i fan scattano foto all’esterno del 3 di Savile Row, ma l’anno prossimo potranno entrare ed esplorare tutti e sette i piani dell’iconico edificio, compreso il tetto, dove persino le ringhiere sono rimaste le stesse di quel famoso giorno del 1969», ha dichiarato Tom Greene, CEO di Apple Corps.
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