Categorie: Speednews

New York festeggia Paula Cooper. La grande gallerista di Andre, Flavin e Judd compie mezzo secolo di attività

di - 12 Gennaio 2016
Senza di lei (e senza le colleghe Barbara Gladstone e Marian Goodman) la scena dell’arte newyorchese sarebbe stata molto diversa. E invece fu lei, che dal 1965, portò in scena Carl Andre, Dan Flavin, Donald Judd, Walter De Maria, nei suoi primi spazi a SoHo. Parliamo di Paula Cooper, immensa gallerista, che proprio in questi giorni festeggia il cinquantennio di attività. Tenendo, da sempre, le redini di un mercato che è radicalmente cambiato, che ha attraversato bolle e speculazioni, che ha visto diventare i musei da “depositi” a parchi divertimenti, e a sua volta diventando una vera e propria istituzione, tanto che il governo francese l’ha nominata Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere, nel novembre scorso.
A Parigi, non a caso, Cooper era vissuta quando aveva 17 anni, imparando ad amare l’arte tra gallerie e musei, e decidendo allora che la sua vita sarebbe stata un lavoro con gli artisti, ma viventi.
L’ispirazione, per la sua attività venne da Leo Castelli e Sidney Janis, ma ricorda che anche per le galleriste donne vi fu un bello scotto da pagare: «Non sono mai state considerate significative». E invece i fatti parlano chiaro, anche se a differenza di Gagosian, Pace o Hauser & Wirth, Paula Cooper non ha mai voluto costruire un impero globale: «Non voglio 100 persone che lavorano per me, voglio sapere cosa sta succedendo intorno a me», spiega in una bella intervista a Charlotte Burns, su The Art Newspaper. Raccontando anche quello che (non) cambierà nei prossimi anni. Per esempio? Si resterà a Chelsea, dove non a caso Cooper alberga da vent’anni, pioniera del quartiere dell’arte di New York: «Non me ne andrò, ma tutto è così “bla bla bla” ora. All’epoca avevamo come vicini un localo sadomaso, e c’erano sempre un sacco di brutti personaggi qui intorno. Il parco era pieno di travestiti e prostitute, ma aveva una bella umanità. Ora è tutto più piacevole, ma si è stati ghettizzati dai benestanti. Un po’ come il mondo dell’arte, omologato, dove oggi ognuno veste la stessa cosa». E di eredità? Nonostante i 77 anni, non se ne parla: «Io sono totalmente impegnata nel lavoro, e lavoro sodo. Staremo a vedere cosa succederà, e quando». Tanti auguri Mrs. Cooper!

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

È morto Remo Salvadori, artista della contemplazione e della materia

Scultore della percezione e dello spazio, Remo Salvadori è morto a 79 anni: una carriera internazionale, tra la Biennale e…

19 Maggio 2026 19:32
  • Arte contemporanea

Roma Gallery Weekend 2026: un viaggio tra le gallerie della capitale

Contemporanea 2026 ha coinvolto 32 gallerie romane con mostre, aperture speciali e itinerari tra centro storico, Ostiense, San Lorenzo ed…

19 Maggio 2026 17:22
  • Mostre

Nel Padiglione della Repubblica di San Marino, la pittura di Mark Francis diventa un “mare di suono”

Per la 61. Biennale d’Arte, l’artista nordirlandese Mark Francis trasforma il Tana Art Space di Venezia in un dispositivo sinestetico…

19 Maggio 2026 16:45
  • Progetti e iniziative

Nel 2027 la Corea dedicherà un’intera Biennale al proprio alfabeto

Non solo K-Pop e K-Beauty: la nuova Biennale dell’Hangeul trasformerà la città di Sejong in un museo a cielo aperto,…

19 Maggio 2026 16:15
  • Mostre

Il viaggio cosmico e poetico di Yuri Catania, in una mostra a Val Mara

Astronauti, paesaggi alpini e giardini notturni nella mostra personale di Yuri Catania visitabile presso la Casa comunale Val Mara di…

19 Maggio 2026 14:23
  • Architettura

Coesistenza, pratiche sociali e giardini cinesi: ecco come sarà La Biennale Architettura 2027

Presentati a Venezia il titolo e il tema della Biennale Architettura 2027: gli architetti cinesi Wang Shu e Lu Wenyu…

19 Maggio 2026 13:21