Un itinerario d’arte nascerà al quartiere Brancaccio per ricordare Padre Puglisi. Nel giorno del decimo anniversario della sua morte, infatti, è stato annunciato il progetto di realizzare un museo all’aperto. I luoghi interessati si snodano lungo le tappe di un percorso che va dal centro Padre Nostro e la parrocchia del quartiere, fino all’auditorium, al marciapiede dello stabile di via Hazon, e il lungo marciapiede di via Stati Uniti. Saranno coinvolti artisti come Pino Pinelli, Luciano Massari, Fernando De Filippo, ma anche poeti di chiara fama come Maria Luisa Spaziani, Edoardo Sanguineti, Andrea Zanzotto, e anche Mario Luzi il quale nel quartiere già aveva collaborato, l’anno scorso, ad un’iniziativa similare, in ricordo di Padre Puglisi, assieme all’artista Marco Nereo Rotelli, oggi nell’operazione in qualità di direttore artistico. Il progetto, promosso dal sindaco Diego Cammarata, vuole essere un segnale forte da parte del Comune dell’impegno a Brancaccio. Ma cosa resterà tra poco tempo di questa iniziativa, se non viene veramente portato avanti il testimone di Padre Puglisi? Dell’intervento artistico dell’anno scorso in piazza Anita Garibaldi non resta più nulla. Lorenzo Matassa, pm del processo per l’omicidio Puglisi, commenta amareggiato la reale mancanza di tensione morale: “Ho orrore di un Paese senza memoria, di un Paese ipocrita, di un Paese che coltiva il martirio degli individui, piuttosto che le istanze sociali di sviluppo e di progresso”. (ugo giuliani)
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