AKAA – Also Known As Africa è la prima edizione della fiera d’arte contemporanea e design centrata sul Continente Nero che fino a domenica è al Carreau du Temple di Parigi, nel cuore del Marais.
30 gallerie internazionali, provenienti da Sud Africa, Nord Africa, dalla Gran Bretagna, Usa, Francia, Etiopia, Germania, Kenya, Zimbabwe, Camerun e dalla Costa d’Avorio. L’Italia è presente con due fotografi: Nicola Lo Calzo presentato dalla galleria parigina Dominique Fiat e Marco Barbon presentato da Clémentine de la Féronnière. Quest’ultima presenta anche foto di James Barnor (Accra, 1929) pioniere della fotografia ghanese, mentre la School Gallery / Olivier Castaing accoglie un solo show del noto fotoreporter francese Gilles Caron con la serie Guerre du Biafra del 1968. La galleria francese Angalia presenta l’artista congolese JP Mika, che ricordiamo ha partecipato ultimamente alla mostra “Beauté Congo” alla Fondation Cartier pour l’art contemporain.
Akaa accoglie anche cinque progetti artistici tra cui “African Artists for development”, ma anche “Bandjoun Station” che si trova negli altopiani del Camerun occidentale. Questo sito culturale sostenibile, senza scopo di lucro offre uno spazio permanente di residenza per artisti. Gboxcreative o meglio @gboxcreative è il progetto della fotografa e designer etiopica Girma Berta: 26 anni nata ad Addis Abeba l’artista dichiara che grazie ad Instagram vuole che il mondo guardi negli occhi degli abitanti d’Addis Abeba, la città in cui vive e lavora. Originale la creazione dell’artista russa Rachel Monosov, classe 1987, che in un piccolo villaggio dello Zimbabwe ha proposto di dipingere la capanne tutte di rosa. I residenti hanno accettato, ed è nato così Pink Village. In seguito a questo lavoro è stato realizzato un video e diverse fotografie, queste vengono vendute in giro per il mondo per sovvenzionare il progetto. È Victoria Mann, una giovane imprenditrice franco-americana, che lancia Akaa in collaborazione con Simon Njami, direttore artistico della dodicesima Biennale di Dakar, e Elisabeth Lalouschek direttrice artistica dell’October Gallery di Londra, che presenta alla fiera artisti quali Naomi Wanjiku Gakunga (1960, Kenya) che crea prevalentemente sculture in sospensione realizzate con lattine, filo di acciaio e lamiere ossidate o zincate, e con The Immigrants Experiences illustra possibili paesaggi attraversati da un viaggiatore migrante, e ci parla anche di identità modificate nel vortice di altre culture. Tra gli incontri da non perdere, domani alle 11.30, quello con Bandjoun Station – incubatore di cultura, in cui l’artista Barthélémy Toguo, uno dei quattro finalisti dell’ultimo Prix Duchamp, e Germain Noubi, fondatori del Centro d’Arti Visive camerunense, ci parleranno della necessità di avviare iniziative visionarie nel continente africano. Altro appuntamento è per domenica alle 14 con il fotografo Pieter Hugo, che in conversazione con Karolina Lewandowska, curatrice al Centre Pompidou, esplora il processo creativo delle più recenti foto dell’artista sudafricano. (livia de leoni)