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Io penso che in Duchamp avvenga proprio l'uccisione nel modo piu' puro e perfetto della stessa idea di rappresentazione.
Se ci soffermiamo su una sua singolare dichiarazione a proposito della stessa "pittura" in cui disse, in sostanza perche' non ricordo bene le parole :
i pittori sono retinici, sono legati a cio' che vedono ....alla VISTA.
Ecco, secondo me e' qui che risiede l'autentica svolta nella stessa IDEA di arte (non menzionero' FIGURATIVa) ed il suo svincolarsi dall'oggetto, dalla cosa, dalla sua INGOBRANTE presenza.
R-MUTTER ... Madre è indizio di un origine , un evento (che simbolicamente, giusto per fare capire, si puo' anche accostare al peccato originale) e non un gioco di parole , come tanta critica e cultura storica afferma per giustificare se stessa ( il suo sapere).
in Madre, è sottinteso un PENSIERO, una potenza che è sempre attuale e valida sempre e tanto piu' oggi.
Cio' che gli storici non hanno compreso è proprio questo aspetto che hanno consegnato , cristallizandolo ad una formula "IL GIA' FATTO".
E' un equivoco che ancora, perdura.
Non riusciamo a staccare lo sguardo dalla cosa.
L'opera d'arte è un prodotto realizzato dall'uomo, che i prodotti naturali siano capolavori non è una sorpresa per nessuno ma a questi non si può attribuire gli estremi di arte proprio perché in se non c'è il lavoro dell'uomo.
Personalmente trovo che i murales di Ericailcane e di Blu (i due lavorano spesso assieme) siano molto Duchamp... che poi oltre al genio concettuale questi siano pittoricamente impressionanti non fa che ammirare la mia stima per i due.
Effettivamente i disegni e la grafica di Ericailcane non sono street art: sono, appunto, disegni e opere grafiche. Non condivido però le considerazioni del gallerista luca rossi (vero nome XXX XXX): queste opere non sono affatto un qualcosa si già visto, rielaborano immaginari d'altri tempi con una genialità guidata da una mano tecnicamente perfetta, e scusatemi se è poco... Consiglio di vedervi la sua mostra a Ravenna, ove rielabora i disegni di quando era bambino, anche questi pieni di animali stranissimi... altro dunque che soluzioni costruite e alla moda!!!!
cito: "L'opera d'arte è un prodotto realizzato dall'uomo, che i prodotti naturali siano capolavori non è una sorpresa per nessuno ma a questi non si può attribuire gli estremi di arte proprio perché in se non c'è il lavoro dell'uomo" (Pittore)
Prendendo atto del fatto che la nostra cultura ha ampiamente integrato nel dominio dell'arte non solo oggetti prodotti dell'uomo in quanto prodotti dall'uomo (che, pertanto, verrebbe a configurarsi come 'artista'), ma anche oggetti di ogni tipo (compresi gli "oggetti trovati", appunto), installazioni, performance e quant'altro. Prendendo atto di questo, dicevo, ritengo che la particella "è" in "l'opera d'arte E' un prodotto..." andrebbe sostituita con un più adatto "vorrei che fosse". Ben diverso, del resto, è affermare ciò che è da ciò che si vorrebbe fosse.
Se per "prodotto naturale" si intende ciò che si trova in natura, allora non tutti i readymade sono oggetti naturali. Di quelli di Duchamp nemmeno uno, peraltro. L'orinatoio, lo scolabottiglie ecc. sono oggetti prodotti dall'uomo (che, tuttavia, guardacaso, non è colui che ne viene considerato l'artista).
Domando: nell'affermare "l'opera d'arte è un prodotto realizzato dall'uomo" si intende "in quanto realizzato dall'uomo"? Se è così, dunque, si dovrebbe coerentemente affermare che colui che ha la paternità artistica dello scolabottiglie non è Duchamp ma colui che l'ha costruito; il cantiniere, poniamo. A questo punto, tuttavia, si avrebbe il dovere di mostrare dove risieda la specificità ontologica dell'artigiano e dell'attività artigianale.
svelarte
Cara Svelarte, ho detto che l'opera d'arte è un prodotto realizzato dall'uomo, non che tutti i prodotti realizzati dall'uomo sono arte. Di certo quelli realizzati dalla natura non lo sono, non ci vorremmo mica attribuire l'opera di Dio!
A questo punto arriviamo al problema della certificazione. Definire quale opera dell'uomo è arte e quale è il suo grado d'importanza è un fattore economico.
Per riassumere chi ha denaro certifica come arte ciò che vuole.
Come dire , cio' che è denaro e' ARTE e cio' che é arte e' denaro.
Non si puo' separare il denaro dall'arte e l'arte dal denaro.
dunque ci troviamo in presenza della divinizzazione di una Commodity.
Pittore mi complimento con Lei per la sua contadina schiettezza.
Caro Lorenzo Marras, il commodity a parità di prezzo è interscambiabile, esattamente il contrario dell'arte dove due prodotti simili hanno prezzi paurosamente diversi. La differenza nasce dalla certificazione del prodotto attraverso un valore economico costruito artificialmente.
Pittore se continua a parlare di prodotto e prezzo la corda si fa sempre piu' stretta e rischia di farsi da male da solo.
Scusami Lorenzo Marras di avere osato parlare di soldi in pubblico, si sa che nell'arte si parla solo di quello, ma in privato.
Effettivamente Ericailcane è di una bravura impressionante, però il sito fa davvero schifo!!!! Un amico/moroso che gli spieghi che è importante aggiornarlo no?????