22 novembre 2010

Personale in galleria, murales sulla spiaggia e in città: Ericailcane sbarca a San Francisco…

 

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Uno degli animali antropomorfi di EricailcaneÈ senz’altro tra i giovani artisti italiani più talentuosi, Ericailcane. E devono essersene accorti anche a San Francisco, città che di street art e murales un poco se ne intende (un certo Barry McGee e tutta la cosiddetta Mission school vi dicono qualcosa?). Fatto sta che la locale galleria Fifty24SF ha da poco inaugurato una personale del giovane bellunese – di stanza però a Bologna -, intitolata We were living in the woods.
Protagonisti della mostra – che durerà fino alla fine dell’anno – sono naturalmente i suoi animali antropomorfi, presenti su acquarelli e inchiostri su carta, oltre che in una serie di interessanti incisioni stampate su fogli di vecchie edizioni librarie. La Vie de la perfection, un volume francese dell’800, comperato al mercato delle pulci e proveniente da un monastero, “è un insegnamento rivolto ai monaci su come trovare la giusta via per l’illuminazione”; mentre altri fogli, datati 1952, sono rendiconti trovati in Italia, in una fabbrica abbandonata di treni.
Ma Ericailcane non si è limitato a lavorare in galleria. Com’è suo solito, ha lasciato traccia di sé anche all’esterno, in strada, dipingendo almeno due murales. Il primo è stato eseguito al negozio di Upper Underground, sostituendo un vecchio dipinto presistente, ormai scolorito e consumato. Il secondo si trova invece sulla spiaggia di Bolinas, location storica per gli interventi di street art… (fabrizio montini)

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32 Commenti

  1. Perché chiamiamo street art un tipo di arte ormai giustamente addomesticato e diretto dalla galleria? Si ripropongono vecchi strumenti per nuove battaglie. La decorazione e’ a un passo e anche lo spettatore e’ ormai assuefatto. Pero San Fransisco ci fa sempre avere un brividino, eh??

  2. giusto. L’unica strada è sottrarsi dalla rappresentazione. Ormai chiunque può essere creativo e potenziale artista, viviamo una “saturazione creativa”. Le accademie italiane, ma anche molte scuole d’arte internazionali, non stanno capendo questo e stanno perdendo studenti.

  3. Lucarossi e precedenti: con Ericailcane la street art non entra affatto in galleria. I murales sono all’aperto, e sempre enormi; in galleria espone i dipinti e le incisioni, che io trovo straordinarie perché abbiano perizia di segno e creatività.
    Le sue opere grafiche non hanno nulla di street art, mentre piuttosto i suoi murales hanno molto di grafico, avendo un segno nettissimo…

  4. non è questione di galleria fuori o dentro…è questione di porsi degli interrogativi rispetto alla rappresentazione. Non discuto la perizia di ericailcane,bisogna anche pensare però che certi immaginari sono ormai digeriti e per quanto sopraffini rischiano di andare a stamparsi sulle ultime creazioni di DeG. Ma la cosa può anche andare bene, ma ci vuole consapevolezza. E non dico che semmai ericailcane non abbia tale consapevolezza.

  5. non è questione di galleria fuori o dentro…è questione di porsi degli interrogativi rispetto alla rappresentazione. Non discuto la perizia di ericailcane,bisogna anche pensare però che certi immaginari sono ormai digeriti e per quanto sopraffini rischiano di andare a stamparsi sulle ultime creazioni di DeG. Ma la cosa può anche andare bene, ma ci vuole consapevolezza. E non dico che semmai ericailcane non abbia tale consapevolezza.

  6. Caro Lucarossi,
    cosa intendi per “immaginari digeriti”? Ericailcane non è un pubblicitario in cerca di nuove soluzioni, lavora volutamente con immaginari retrò, ottocenteschi, altro che “digeriti”!. E’ la maniera con cui gli elabora il nuovo… Da qualche parte ho letto che tra i suoi miti c’è un certo granville, è un illustratore dell’ottocento che antropomorfizza gli animali, detto questo lo stile, e il gusto inquietante sono dei nostri giorni… mai mi piacerebbe piacere la tua opinione su questo artista, sincera-sincera, sempre che tu lo conosca (Ericailcane è un pessimo autopromotore di se stesso, forse tranne che qui a Bologna, ma la qualità mi sembra ci sia tutta, e scavalca il tempo). B.

  7. Innanzitutto, non mi sembra un pessimo autopromotore, ha un sito sviluppato e completo fino al gadget:

    http://www.ericailcane.org/sito/wp-content/themes/k2leo/images/index2.html

    E il problema è proprio il gadget. Prendere immaginari dell’800 e contaminarli con elementi attuali in scenari da incisione del secolo scorso, è un ‘operazione fattibile a tavolino. A cui serve certamente una certa perizia tecnica, ma la tecnica deve avere un buon fine e non essere fine a se stessa (se lo è deve esserne consapevole e non ammiccare ad altri fini).

    Sono immaginari di cui il presente è saturo, che potrebbero funzionare nel mondo della moda o simili. Si pongono placidamente e dichiaratamente nella rappresentazione: oggi la rappresentazione è in crisi perchè bombardata da una realtà presente molto più incidente e complessa. Tutto ciò che si pone placidamente nella rappresentazione rischia di essere disinnescato. Ci sono due strade alternative: una di questa è certa pittura che è certo rappresentazione, ma che è profondamente consapevole del suo anacronismo (quì invece si vuole ammiccare alla cartella da scuola o ad un facile brand new-metropolitano e non c’è alcuna consapevolezza del suo anacronismo, dell’800; al contrario l’800 si vuole risolvere e attualizzare…).

  8. Francamente LucaR non condivido la tua analisi.
    1) Il sito è davvero low, per dire, i “gadjet” sono i link alle sue pubblicazioni e gallerie; è aggiornato a quest’estate (per dire, mancha l’installazione ad artefiera, la personale negli USA di cui parla la speed, etc; manca infine del banalissimo elenco di mostre, e a quanto ne sò ha molte personali
    2)So che tu sei antifigurativo, ma riconoscerai che non c’è solo il neoconcettuale
    3) La perizia del segno non la vedo inflazionata, dimmi quali sarebbero i tantissimi altri artisti che fanno cose simili, anche solo per gusto retrò… D’altra parte anch’io per ogni artista posso dirti che ce ne sono altri 10 che fanno “cose simili”, e non per questo lo svalutano…
    4) Almeno vedo che concordi, veisto che non ribatti, che i suoi disegni non hanno nulla a che fare con le opere di street-art…

  9. Francamente Bice non condivido la tua analisi.
    1) Il sito è davvero low, per dire, i “gadjet” sono i link alle sue pubblicazioni e gallerie; è aggiornato a quest’estate (per dire, mancha l’installazione ad artefiera, la personale negli USA di cui parla la speed, etc; manca infine del banalissimo elenco di mostre, e a quanto ne sò ha molte personali

    Ancora peggio, gare un sito “fighetto” e non curarlo è il massimo…mi riferivo all’impronta del sito che è un low che vuole essere high…potrebbe essere il sito del nuovo film di tim burton…su

    2)So che tu sei antifigurativo, ma riconoscerai che non c’è solo il neoconcettuale

    Io non sono antifigurativo e nemmeno neoconcettuale, mi interessano le cose che possono rivitalizzare il presente senza ripercorrere codici triti e ritriti…quindi sono ,prima di tutto, spettatore forse

    3) La perizia del segno non la vedo inflazionata, dimmi quali sarebbero i tantissimi altri artisti che fanno cose simili, anche solo per gusto retrò…

    Non si tratta di perizia del segno (anzi lui mi sembra anche naif per certi versi). Si tratta di immaginari che se vengono inflazionati (come è chiaro dal sito) possono benissimo andare su cartelle o sulle camice di roberto cavalli…cosa rsipettabile ma diversa dall’arte contemporanea che ci piace di più..

    D’altra parte anch’io per ogni artista posso dirti che ce ne sono altri 10 che fanno “cose simili”, e non per questo lo svalutano…

    non è questione di rifare le stesse cose o non essere originale ma di proporre codici che non producono alcuna tensione nel presente…appunto li usa tim burton per i suoi film…ma poi i film hanno una storia e se fossero solo segno sarebbero noiosi…

    4) Almeno vedo che concordi, visto che non ribatti, che i suoi disegni non hanno nulla a che fare con le opere di street-art…

    Nulla a che fare non direi, visto che su invito e non (?) produce murales nelle vie…

  10. Luca Rossi,
    i tuoi soliti preconcetti. Sappiamo che sei un gallerista e che devi vendere i tuoi prodotti che rispecchiano giustamente la tua idea neo concettuale dell’arte, che francamente merita il mio più grande sbadiglio, mai hai un po’ stufato con i tuoi spari a zero su tutto ciò che ha un ché di figurativo, bollandolo con quelle accuse fotocopia di già-visto, di artigianato che non è arte, ecc.
    Abbi rispetto almeno per chi, come Ericailcane e Blu operano ai margini dell’impero, certo vendendo le proprie opere per campare della loro arte ma difatto eliminando quella ricerca assoluta di autopubblicità che è il morbo del contemporaneo. E se uno fa un murales e poi espone un disegno in galleria non è che il suo disegno è un lavoro di street art, altrimenti pure Michelangelo sarebbe un graffittato, non trovi? Dimmi un pugno di artisti che fanno cose come Ericailcane, visto che è un già visto,,, e poi dai, dicci la lista dei tuoi “originalissimi”, che vediamo se sono davvero tali. Ma per piacere!

  11. – eliminando quella ricerca assoluta di autopubblicità che è il morbo del contemporaneo. –

    ma per favore non si possono leggere ste frasi, se uno immerda la città di disegni offensivi grossolani e di dubbio gusto come ha fatto blu per anni a BO non cerca pubblicità? ahahaahahhahahaha questa è nuova . ti faccio notare che la crew di writer più famosa (e meritevole) di bologna si chiamava SPA . vedi se non c’è un doppio significato in quella sigla .

  12. io non sono contro il figurativo, bensì per una rinegoziazione del ruolo di artista. Mi sembra che siamo pieni di street aristist, creativi, artisti e sedicenti tali, forse bisogna fare un passo indietro e rivedere la definizione di artista che ci piace di più. Come pittori apprezzo Creed, Tuymans, Doig….

  13. Caro Rossi spesso hai ragione,molte altre no.
    Questa è una di quelle in cui mostri i tuoi limiti conoscitivi su degli argomenti
    Il problema è che è giunta l’ora che l’urinatoio di duchamp torni nel bagno..Poi con Doig e Tuymans non puoi certo sbagliare, mettici anche Daniel Richter e Sasnal Wilhelm e sei a posto.
    Per Creed intendi Martin?lui non è propiamente un pittore, specifica l’altro Creed.Ragazzi affacciatevi fuori nel mondo e troverete tante cose interessanti ed importanti rispetto ai bianchi cubi delle vostre egomanie che nulla aggiungono e nulla tolgono all’ikea di cui tanto parlate e poi alla lunga finite tutti da telemarket

  14. Io direi Michael Borremans. Comunque Rossi ha ragione. le uniche cose che riesco a guardare senza farmi venire il rigetto sono proprio quel tipo di pittura e certa fotografia concettualmente affine. Buona Pasqua.

  15. Certo che Duchamp dovrebbe tornare nei bagni, esattamente come il terrorista dovrebbe evitare di girare con barba e baffi, perchè se no lo fermano sempre. Certa pittura resiste proprio perchè consapveole del suo essere anacronistica, e funziona soprattutto sulla tela, evitando di uscire su i muri e contaminarsi in modalità prevedibili. Proprio perchè facendo così mostrerebbe la pretesa di non essere più anacronistica, e non funzionerebbe più.

    Martin Creed dipinge anche, a io lo apprezzo molto.

  16. CARO ROSSI, SIAMO SICURI CHE UN CESSO E’ SEMPLICEMENTE UN POVERO E SEMPLICE CESSO?

    Per quando riguarda l’opera “Fontana” di Duchamp, l’artista pone una specie di firma R.Mutt, che racchiude la chiave di lettura dell’opera. Anteponendo il cognome all’iniziale del nome R abbiamo la parola Mutter, madre in tedesco. La forma dell’orinatoio ricorda, pressapoco la forma organica di un bacino femminile o di un organo femminile.

    Dubbio: Che sia una sorta di “ra/presentazione” di un grembo femminile o meglio una maternità?

  17. La rappresentazione dell’organo in duchamp è secondaria. R. Mutt era anche la marca di una linea di orinatoi. La cosa interessante è che Duchamp in questo modo vuole prendere le distanza dalla propria identità di artista, tanto che dopo i ready made il nostro quasi si ritira e si dedica al gioco degli scacchi (anche se questo atteggiamento sarà poi parte integrande del suo lavoro e della sua fortuna). Duchamp invia Fontana a partecipare ad una collettiva OPEN CALL che lui stesso organizza con altri amici e NY (senza dirlo a nessuno). Questo provoca grande dibattito sul cosa si arte e cosa no. Dimostra che per fare arte non servono strumenti particolari e quella scelta va a mettere in discussione un sistema e un contesto, perchè un orinatoio in un bagno non dice molto ma in una mostra di inizio 900 sì.

  18. “Stavo tornando a casa con la cassetta dei colori dopo aver dipinto uno schizzo, trasognato e immerso nel lavoro fatto, quando vidi d’improvviso un quadro di una bellezza indescrivibile, imbevuto di ardore interno. Mi fermai colpito, poi mi avvicinai rapidamente a questo quadro misterioso su cui non vedevo altro che forme e colori e il cui contenuto mi era incomprensibile. Trovai subito la chiave del mistero: era un mio quadro che era appoggiato alla parete di lato. Il giorno successivo, alla luce del sole, cercai di ricreare in me l’impressione che il quadro mi aveva fatto il giorno prima. La cosa mi riuscì però solo a metà; anche ponendo il quadro su un lato riconoscevo sempre gli oggetti e mancava la fine velatura del crepuscolo. Seppi così in modo preciso che l’oggetto nuoce ai miei quadri”. (V. Kandinskij, “Sguardo al passato 101-1913”)

    Questo narrazione autobiografica di Kandinskij configurò, per così dire, la nascita dell’astrazione come un naturale processo di decantazione del figurativo: nel momento in cui si prendesse coscienza del fatto che la rappresentazione è irrilevante (se non finanche dannosa) in relazione alle aspettative che vengono riposte in un’opera d’arte, essa potrebbe tranquillamente venire abbandonata.
    E’ sulla scorta di una visione di questo tipo che Jean Bazaine scrisse: “L’errore più grande è quello di continuare a parlare dell’oggetto, dell’oggetto ‘reale’ come se davvero esso fosse stato, in un qualunque momento, il ‘fine’ dell’opera d’arte, e non sempre e soltanto il mezzo: l’arte, in qualsiasi epoca, è sempre stata non figurativa. Non è una novità, ed è strano doverlo ricordare”. (J. Bazaine, “Notes sur la peinture d’aujourd’ hui”)

    Assumendo come sensata questa concezione più o meno teleologica, potremmo, tuttosommato, applicarla all’operazione duchampiana del readymade: gli “objets trouvés” riescono ad assurgere a “opera d’arte” in quanto trovano un fertile terreno di coscienza collettiva già predisposto all’accoglimento; e questo, probabilmente, per il fatto che in tale coscienza è già presente – in nuce – la distinzione del livello artigianale da quello artistico nelle opere. Duchamp avrebbe dunque avuto, tra i tanti, il grande pregio di favorire un processo di cristalliazione che attendeva solo il giusto stimolo per realizzarsi, di svelare – come avrebbe potuto dire Bazaine – il fatto che, in fondo, la dimensione della realizzazione pratica non è mai stata un valore artistico.

    svelarte

  19. Io penso che in Duchamp avvenga proprio l’uccisione nel modo piu’ puro e perfetto della stessa idea di rappresentazione.
    Se ci soffermiamo su una sua singolare dichiarazione a proposito della stessa “pittura” in cui disse, in sostanza perche’ non ricordo bene le parole :
    i pittori sono retinici, sono legati a cio’ che vedono ….alla VISTA.
    Ecco, secondo me e’ qui che risiede l’autentica svolta nella stessa IDEA di arte (non menzionero’ FIGURATIVa) ed il suo svincolarsi dall’oggetto, dalla cosa, dalla sua INGOBRANTE presenza.
    R-MUTTER … Madre è indizio di un origine , un evento (che simbolicamente, giusto per fare capire, si puo’ anche accostare al peccato originale) e non un gioco di parole , come tanta critica e cultura storica afferma per giustificare se stessa ( il suo sapere).
    in Madre, è sottinteso un PENSIERO, una potenza che è sempre attuale e valida sempre e tanto piu’ oggi.
    Cio’ che gli storici non hanno compreso è proprio questo aspetto che hanno consegnato , cristallizandolo ad una formula “IL GIA’ FATTO”.

    E’ un equivoco che ancora, perdura.
    Non riusciamo a staccare lo sguardo dalla cosa.

  20. L’opera d’arte è un prodotto realizzato dall’uomo, che i prodotti naturali siano capolavori non è una sorpresa per nessuno ma a questi non si può attribuire gli estremi di arte proprio perché in se non c’è il lavoro dell’uomo.

  21. Personalmente trovo che i murales di Ericailcane e di Blu (i due lavorano spesso assieme) siano molto Duchamp… che poi oltre al genio concettuale questi siano pittoricamente impressionanti non fa che ammirare la mia stima per i due.
    Effettivamente i disegni e la grafica di Ericailcane non sono street art: sono, appunto, disegni e opere grafiche. Non condivido però le considerazioni del gallerista luca rossi (vero nome XXX XXX): queste opere non sono affatto un qualcosa si già visto, rielaborano immaginari d’altri tempi con una genialità guidata da una mano tecnicamente perfetta, e scusatemi se è poco… Consiglio di vedervi la sua mostra a Ravenna, ove rielabora i disegni di quando era bambino, anche questi pieni di animali stranissimi… altro dunque che soluzioni costruite e alla moda!!!!

  22. cito: “L’opera d’arte è un prodotto realizzato dall’uomo, che i prodotti naturali siano capolavori non è una sorpresa per nessuno ma a questi non si può attribuire gli estremi di arte proprio perché in se non c’è il lavoro dell’uomo” (Pittore)

    Prendendo atto del fatto che la nostra cultura ha ampiamente integrato nel dominio dell’arte non solo oggetti prodotti dell’uomo in quanto prodotti dall’uomo (che, pertanto, verrebbe a configurarsi come ‘artista’), ma anche oggetti di ogni tipo (compresi gli “oggetti trovati”, appunto), installazioni, performance e quant’altro. Prendendo atto di questo, dicevo, ritengo che la particella “è” in “l’opera d’arte E’ un prodotto…” andrebbe sostituita con un più adatto “vorrei che fosse”. Ben diverso, del resto, è affermare ciò che è da ciò che si vorrebbe fosse.

    Se per “prodotto naturale” si intende ciò che si trova in natura, allora non tutti i readymade sono oggetti naturali. Di quelli di Duchamp nemmeno uno, peraltro. L’orinatoio, lo scolabottiglie ecc. sono oggetti prodotti dall’uomo (che, tuttavia, guardacaso, non è colui che ne viene considerato l’artista).

    Domando: nell’affermare “l’opera d’arte è un prodotto realizzato dall’uomo” si intende “in quanto realizzato dall’uomo”? Se è così, dunque, si dovrebbe coerentemente affermare che colui che ha la paternità artistica dello scolabottiglie non è Duchamp ma colui che l’ha costruito; il cantiniere, poniamo. A questo punto, tuttavia, si avrebbe il dovere di mostrare dove risieda la specificità ontologica dell’artigiano e dell’attività artigianale.

    svelarte

  23. Cara Svelarte, ho detto che l’opera d’arte è un prodotto realizzato dall’uomo, non che tutti i prodotti realizzati dall’uomo sono arte. Di certo quelli realizzati dalla natura non lo sono, non ci vorremmo mica attribuire l’opera di Dio!
    A questo punto arriviamo al problema della certificazione. Definire quale opera dell’uomo è arte e quale è il suo grado d’importanza è un fattore economico.
    Per riassumere chi ha denaro certifica come arte ciò che vuole.

  24. Come dire , cio’ che è denaro e’ ARTE e cio’ che é arte e’ denaro.

    Non si puo’ separare il denaro dall’arte e l’arte dal denaro.

    dunque ci troviamo in presenza della divinizzazione di una Commodity.

    Pittore mi complimento con Lei per la sua contadina schiettezza.

  25. Caro Lorenzo Marras, il commodity a parità di prezzo è interscambiabile, esattamente il contrario dell’arte dove due prodotti simili hanno prezzi paurosamente diversi. La differenza nasce dalla certificazione del prodotto attraverso un valore economico costruito artificialmente.

  26. Pittore se continua a parlare di prodotto e prezzo la corda si fa sempre piu’ stretta e rischia di farsi da male da solo.

  27. Scusami Lorenzo Marras di avere osato parlare di soldi in pubblico, si sa che nell’arte si parla solo di quello, ma in privato.

  28. Effettivamente Ericailcane è di una bravura impressionante, però il sito fa davvero schifo!!!! Un amico/moroso che gli spieghi che è importante aggiornarlo no?????

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