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Presentata la prossima edizione di Miart. Che riparte dalle certezze, con alcune novità

di - 11 Luglio 2017
Un nuovo team curatoriale per una piattaforma che conferma i suoi punti di forza, con ampie sezioni espositive tra arte e design, con collaborazioni tre le istituzioni più attive nel settore dell’arte e della cultura, con una nutrita selezione di premi per incoraggiare i progetti sperimentali. Così Miart presenta la prossima edizione, che si terrà dal 13 al 15 aprile 2018 ai padiglioni di Fieramilanocity, appuntamento centrale nel programma di Milano Art Week, manifestazione che, tra eventi, incontri e aperture, coinvolgerà tutta la città, dall’Hangar Bicocca alla Fondazione Prada, da Palazzo Reale alla GAM, dalla Triennale alla Fondazione Trussardi. «Sono orgoglioso di presentare il team internazionale di curatori che sta già lavorando a Miart 2018», ha detto Alessandro Rabottini che, per il secondo anno, ne è il direttore artistico.
Lorenzo Benedetti, Curatore per l’Arte Contemporanea al Kunstmuseum St. Gallen, e Jens Hoffmann, Director of Exhibitions and Public Programs al Jewish Museum di New York, cureranno Generations, sezione in cui due gallerie collaboreranno a un unico progetto espositivo, per mettere in dialogo artisti appartenenti a generazioni diverse. «L’edizione del 2018 rafforza l’identità che abbiamo perseguito in questi anni, ovvero l’idea che il passato, il presente e il futuro dell’arte siano dimensioni della creatività in continua e reciproca relazione. Ed è questa ampiezza di vedute che vogliamo garantire per il nostro pubblico in occasione di miart 2018», ha continuato Rabottini. Una impostazione metodologica improntata al dialogo tra le specificità che è stata mantenuta anche per comporre i Comitati di selezione, questa volta formati da esperti negli ambiti del moderno e del contemporaneo, con Vera Alemani, Emanuela Campoli, Lodovico Corsini, Mario Cristiani, Francesca Kaufmann e Giò Marconi, per la sezione Established Contemporary, mentre Gyonata Bonvicini, Michele Casamonti, Davide Mazzoleni e Ruggero Montrasio si occuperanno di Estabilished Masters.
«Miart è una fiera che articola un intenso dialogo tra maestri del dopoguerra e talenti emergenti, presentando al pubblico la più ampia offerta cronologica, dall’arte dell’inizio del secolo scorso alle opere delle generazioni più recenti», ha dichiarato Lorenzo Caprio, presidente di Fiera Milano. Infatti, oltre alle corpose sezioni principali di Established masters, a cura di Alberto Salvadori e aperta alle gallerie che presentano opere d’arte realizzate entro il 1999, ed Established contemporary, in cui saranno presentati i linguaggi di stretta contemporaneità, sono previste altre diramazioni, per delineare a tutto tondo il panorama della situazione dell’arte. Attilia Fattori Franchini coordinerà le venti gallerie internazionali e con meno di cinque anni di attività che andranno a comporre la sezione Emergent, mentre Oda Albera curerà On Demand, dedicata alle opere site-specific, dalle installazioni alle performance. Ancora una volta, le icone dell’arredamento del Novecento saranno al centro di Object, a cura di Hugo Macdonald, che presenterà una accurata selezione di gallerie impegnate nel campo del design.
E ci sarà anche molto da discutere, con miartalks 2018, il programma di conversazioni e tavole rotonde, a cura di João Ribas e Fatos Üstek, che aprirà il confronto con direttori di musei, curatori, artisti e collezionisti da tutto il mondo. Confermati anche il Fondo di Acquisizione “Giampiero Cantoni”, che andrà a costituire la collezione di Fondazione Fiera Milano, e i numerosi premi, come il Premio Emergent, per la migliore galleria giovane della sezione omonima, e il Premio Herno, assegnato allo stand con il miglior progetto e allestimento.

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