E’ tornato a scattare Josef Koudelka dedicando proprio a Roma il suo nuovo lavoro. Poi fotografi cinesi – è il trend di quest’anno – e i cowboy fotografati dal belga Wouter Deruytter, i mennonniti ripresi da <bLarry Towell, la movida madrilena raccontata da Pablo Perez Minguez, le ragazze californiane (quelle che come regalo di compleanno chiedono un naso nuovo o i seni al silicone) fermate dall’occhio di una che di moda se ne intende, Laurine Greenfield… E ancora Michal Rovner e Andreas Gursky nello spazio di Macro a Testaccio, una serata evento per Don Mc Cullin, l’ora del the raccontata da Elaine Constantine, spazio al Cile con tre mostre, poi il calcio negli scatti appassionanti dei reporter latinoamericani…
Sono alcune delle mostre del Festival di FotoGrafia (dall’8 maggio fino al 22 giugno), prodotto e coordinato da Zone Attive per il Comune di Roma: l’edizione 2003 – la seconda – è stata presentata oggi in Campidoglio. Filo conduttore – amplissimo e attuale – le comunità, come spiega Marco Delogu, direttore artistico della manifestazione. Luoghi: ancora i Mercati di Traiano come centro ideale, poi una serie di spazi istituzionali (terme di Diocleziano, palazzo Braschi, Centrale Montemartini…) di gallerie private di accademie di cultura estere, per creare una rete di appuntamenti che si snoda tra centro storico, testaccio, quartiere ostiense.
E uno sguardo inedito sulla città sarà quello di Foto Xenia, progetto del festival che sarà ospitato alla Stazione Termini: una macchina fotografica usa e getta e quindici immigrati di diversa nazionalità come reporter d’eccezione. Che raccontano la loro vita e intanto raccontano Roma. (mariacristina bastante)
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