Categorie: Speednews

Prove di “dialogo” a Brera. Si comincia con un riavvicinamento tra Perugino e Raffaello: allievo e Maestro insieme dopo 500 anni, per guardare al futuro dell’istituzione milanese

di - 14 Marzo 2016
James Bradburne, direttore, presenta il “Primo dialogo” della “nuova” Pinacoteca di Brera. È una conversazione tra allievo e Maestro, fianco a fianco dopo 500 anni: Raffaello e Perugino, e i loro Sposalizi della Vergine, datati rispettivamente 1504 e 1500-1504.
Bradburne, nel piccolo e prezioso catalogo che accompagna questo evento, rimarca la sua posizione, tirando in ballo come guida Franco Russoli, ex soprintendente della Pinacoteca che aveva già in mente il progetto della Grande Brera quasi quarant’anni fa. Niente grandi mostre “vampirizzanti” nei confronti degli stessi musei e delle loro collezioni, ma l’idea delle istituzioni come luoghi per la costruzione di una cultura attiva, o per dirla con il filosofo Nelson Goodman “come spazi per la prevenzione della cecità sociale” e immaginando luoghi non per il tempo libero ma per un tempo “impegnato”. Perché per troppo tempo si è pensato alla conservazione ma nemmeno un po’ all’informazione dei visitatori
Ed ecco, così, che insieme al dipinto conservato a Brera – quello di Raffaello – arriva anche Perugino, oggi conservato in Francia, al Musée des Beaux-Arts di Caen.
Emanuela Draffa, curatrice del progetto milanese e direttrice della Fondazione Accademia Carrara di Bergamo, spiega: «Il dialogo era stato pensato per Expo, ed è una prova di esposizione verso la qualità e senza l’accumulo. A Brera, inoltre, arriva anche Wicar e il suo Sposalizio, 1825, che all’epoca era stato guardato decisamente male, criticato da committenti e popolazione, quando sostituì il dipinto di Perugino per l’Altare del Santo Anello nella Cattedrale di Perugia. Dialogo è un termine quanto mai opportuno quando si parla di pittura del Rinascimento, perché si parla di possibilità di incontri tra la differenza, e dunque una possibilità di futuro. Un museo deve diventare luogo dove si fa esperienza concreta di quanto sia vitale la differenza dialogante, che si confronta».
Insomma, non solo vediamo la storia di due artisti, la svolta cruciale nella cultura artistica europea, con il Maestro Perugino e l’astro nascente Raffaello, che prese il meglio da tutti i suoi predecessori, ma un modo anche di guardare l’arte “classica” – passateci il termine – con una forma contemporanea. Senza vandalizzare il museo, ma arricchendo la vita delle collezioni. E dei dialoghi.

Articoli recenti

  • Libri ed editoria

La terra trema: catastrofi, media e memoria nel nuovo saggio di Lucrezia Ercoli

In uscita per Il Melangolo, La terra trema di Lucrezia Ercoli riflette sul rapporto tra catastrofi, immagini mediatiche e fragilità…

16 Maggio 2026 18:11
  • Arte contemporanea

Trieste interroga le tracce del dissenso: Speaking After the Body inaugura Dissent Series

Curata da Lorenzo Lazzari, la mostra riunisce Carloni-Franceschetti, Shadi Harouni e Madeleine Ruggi per riflettere sulle memorie che le lotte…

16 Maggio 2026 17:30
  • Mostre

Cento visioni per cento visitatori: la rivoluzione digitale di Hero Pavel a Venezia

Fino al 30 maggio, la galleria LINLI Art Space di Venezia ospita la ricerca multimediale di Hero Pavel: cento opere…

16 Maggio 2026 16:40
  • Arte contemporanea

Le forme del dopo: un’antologica di Rosaria Matarese al Museo FRaC

Curata da Massimo Bignardi, l’antologica al Museo FRaC mette in dialogo le opere storiche di Rosaria Matarese con una nuova…

16 Maggio 2026 16:30
  • Arte contemporanea

L’arte dello sciopero che mette in crisi il sistema dell’arte

A cinquant’anni dall’inizio di Arte Sciopero, Montecatini Terme celebra la figura di Galeazzo Nardini con una grande mostra dedicata alla…

16 Maggio 2026 16:15
  • Arte contemporanea

È morto a 51 anni il performer e videoartista Luca Sivelli

Performer e videoartista, docente dell'Accademia di Belle Arti di Catanzaro, Luca Sivelli è stato una figura di riferimento della scena…

16 Maggio 2026 13:24