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Prove di museo: il Louvre di Abu Dhabi anticipa la sua collezione permanente, con 130 opere. Ecco come sarà il futuro “francese” in Medio Oriente

di - 26 Aprile 2013
All’opening c’erano lo sceicco Hazza Bin Zayed Al Nahyan, Vice Presidente dell’Executive Council di Abu Dhabi , Nahyan bin Mubarak Al Nahyan, Ministro della Cultura, Sheikh Sultan bin Tahnoon Al Nahyan, Presidente del Tourism & Culture Authority (TCA Abu Dhabi), il ministro della Cultura francese Aurelie Filippetti, Jean Nouvel e ovviamente lui, Jean-Luc Martinez, il neo direttore del Musée du Louvre, e il suo predecessore Henri Loyrette.
Birth of a museum, la prima mostra del Louvre di Abu Dhabi, come vi avevamo annunciato qualche settimana fa è ora visibile al Manarat Al Saadiyat, al centro espositivo di Saadiyat Island, con 130 opere che riflettono la narrativa universale del museo. All’epoca della sua nascita.
E le chicche non mancano: si va dalla prima fotografia di una donna con il velo, firmata da Joseph-Philibert Girault de Prangey, Ayoucha, del 1843, è in dialogo anche con le tele di Paul Gauguin, René Magritte, Giovanni Bellini, Édouard Manet, Alexander Calder, Paul Klee, Yves Klein e Cy Twombly. Un nucleo singolare, per creare la domanda più importante: di quale identità ha bisogno un colosso come il museo francese in un luogo come gli Emirati, il cui governo è diventato proprietario della collezione e del museo?
Sheikh Sultan bin Tahnoon Al Nahyan, ha dichiarato: «Grazie alla nostra posizione geografica e alla storia di Abu Dhabi speriamo che questa collezione continui a crescere e ad indagare la civiltà, tutelando le diversità e favorendo la connessione tra culture».
«Questa mostra è una tappa importante nella realizzazione del Louvre di  Abu Dhabi e svela l’alta qualità delle opere d’arte che riflettono il cuore della collezione permanente del futuro del Museo. Inoltre, questa mostra incarna l’essenza della prossima nascita di questo museo universale». Che Parigi abbia ceduto il passo all’Oriente? Impossibile, anche se il neo presidente Jean-Luc Martinez sarà impegnato su tutti i fronti nella priorità di questo progetto nel suo nuovo mandato. Largo al XXI secolo allora, un po’ più ad est, con la storia dell’arte del mondo.

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