Categorie: Speednews

Qui Los Angeles/1. Downtown. Benvenuti tra le icone a stelle e strisce del Broad Museum

di - 13 Febbraio 2019
La prima tappa per chi arriva a Los Angeles – in attesa di scoprire come sarà la prima edizione californiana di Frieze, in apertura ufficiale il prossimo 15 febbraio – è al Broad Museum, proprio di fronte al MoCA, in zona downtown. Area decisamente migliorata in attrattività e sicurezza negli ultimi anni e che, oltre ad accogliere queste due istituzioni e la Walt Disney Concert Hall di Frank Gehry, ospita anche la maestosa di sede di Hauser &Wirth (nel vicino Art District), il Geffen MoCA e l’ICA.
Preso d’assalto da turisti e locali, chiunque sbarchi nella città degli angeli non può però esentarsi da un primo bagno di blue chips in questo straordinario edificio firmato da Diller Scofidio + Renfro. Ad accogliervi, giusto per mostrare al mondo i muscoli, i “tulipani” di Jeff Koons, una serie di tele stratificate di Mark Bradford (Padiglione USA alla Biennale 2015) e a seguire, in ogni sala, tutto il meglio che gli Stati Uniti (e il loro mercato) hanno sfornato dal secondo Novecento a oggi: Roy Lichtenstein ed Ed Ruscha, con gli iconici Norms, La Cienega, On fire, 1964, Hollywood is a verb, 1979, Ellsworth Kelly, Sam Francis, i più giovani Kerry James Marshall e le sue storie di negritudine, così come la schiavitù e le aberrazioni prima, durante e dopo la Guerra Civile secondo Kara Walker, African’t, 2006, la denuncia della reiterazione da parte dei media nella “promozione” dell’ignoranza su questioni come gender e razza di Ellen Gallagher. E poi Jenny Saville, Keith Haring e Jean-Michel Basquiat, Barbara Kruger e qualche “straniero” come Murakami, Joseph Beuys e Anselm Kiefer.
Insomma, dai Broad (Edi e la moglie Edythe) non si prescinde. Anche per la loro storia: il mecenate racconta infatti di aver iniziato ufficialmente quando la compagna, nei primi anni ’60, gli regalò una stampa di Toulouse-Lautrec. La fondazione, nata nel 1967, a oggi conta qualcosa come 2mila pezzi. Che sono in realtà quelli “pubblici”, esposti o raccolti nel deposito del The Broad appunto, che la coppia ha deciso di condividere con la città e con il mondo intero dallo scorso 2015. (mb)

Articoli recenti

  • Mercato

Sette mostre da non perdere nella settimana di Art Basel 2026

Da Helen Frankenthaler a Chloe Wise: guida alle mostre in corso tra musei e fondazioni di Basilea e dintorni, da…

15 Giugno 2026 18:12
  • Mostre

Giulia Cantarutti, Langue verte, la nuova mostra di Alveare Culturale Studio

Con “Langue verte” Giulia Cantarutti costruisce un percorso alchemico negli spazi di Alveare Culturale Studio a Milano, tra simboli animali…

15 Giugno 2026 18:00
  • Arte antica

Il Lago di Como nello sguardo di Willam Turner: natura, luce e invenzione del paesaggio

Un importante nucleo di opere provenienti dalla Tate di Londra racconta il rapporto dell'artista con l'Italia e il ruolo del…

15 Giugno 2026 18:00
  • Arte contemporanea

Nasce Large: a Parigi un’ex fabbrica Renault diventa centro d’arte contemporanea

A Parigi apre Large, nuovo centro d’arte contemporanea sull’Île Seguin, nato dalla riconversione di una storica fabbrica Renault: la grande…

15 Giugno 2026 17:30
  • Arti performative

Una performance ci invita a guardare come alberi: L’incanto al Mattatoio di Roma

Il Mattatoio di Roma ospita L'incanto di John Cascone e Veronica Cruciani: performance e video si uniscono per coinvolgere il…

15 Giugno 2026 16:26
  • Mostre

Sorellanza, arte e vita: Anna Raimondo canta bell hooks a Napoli

Una canzone nata da un libro sull’amore, due voci neomelodiche, un vinile e tre anni di lavoro: il progetto di…

15 Giugno 2026 14:32