È una realtà concreta, che supera i facili slogan modaioli o i comodi lanci giornalistici. L’arte cinese presenta un panorama vastissimo di proposte, che ancora conservano un certo alone di novità e stravaganza, che ne fanno giocoforza terreno di ricerca per sempre più galleristi occidentali. Anche la padovana Galleria Vecchiato si inserisce in questo filone, proponendo una rassegna di artisti contemporanei cinesi per l’inaugurazione della Vecchiato New Art Gallery, realtà parallela alla sede storica, spazio innovativo aperto anche a diverse tecnologie nella presentazione delle opere d’arte. Gli artisti selezionati coprono un arco rappresentativo delle esperienze in corso, che combinano un formidabile background di memorie stratificate in continua ebollizione e il vigore immaginativo di uno status nascente, non logorato e spremuto da decenni di innovazioni continue come in occidente. La mostra è presentata da Virginia Baradel, la critica d’arte che per prima, nella Biennale diretta da Bonito Oliva nel 1993, curò la sezione Passaggio ad Oriente inserendo 14 pittori cinesi esponenti di un’avanguardia allora ancora clandestina e sgradita al governo.
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tutti che si buttano sul drago cinese...