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RIP, che fa rima con SIP. A Milano continuano gli esperimenti d’arte in luoghi pubblici, e stavolta tocca a una cabina telefonica. Con il passato che squilla

di - 20 Novembre 2016
“R.I.P.” lavora sul concetto di prenostalgia, la nostalgia che si può provare per qualcosa prima ancora che questa se ne sia andata. Non vi capita mai di fermarvi un secondo e accorgervi di quanto la vostra città stia mutando nell’assecondare questa celere evoluzione tecnologica?
In realtà non ci riferiamo ai cambiamenti di enorme portata, ma anche solo a quegli oggetti, luoghi o semplici elementi che si stanno lentamente estinguendo dal nostro tessuto urbano. A richiamare la nostra attenzione sull’ambiente quotidiano è l’artista Moronauta.
Questo lo pseudonimo con cui l’artista ha scelto di presentare il suo progetto RIP (acronimo di “Riposa in pace”),  all’ex-cabina SIP (o Telecom) di Viale Brianza a Milano.
Lavorando al concetto di prenostalgia Moronauta ci invita a incuriosirci e prestare nuovamente attenzione all’ambiente che ci circonda. La cabina telefonica, elemento urbano ormai in via d’estinzione, dimenticato e ignorato dai più, diviene al contempo espediente ideale per fermarsi a riflettere sugli enormi mutamenti avvenuti nel campo della comunicazione dagli anni ’90 a oggi.
L’artista raccoglie i segni di questi cambiamenti nella narrativa della nostra esistenza, per poi restituirceli in luoghi e modi differenti in tutta la città, con la sigla RIP sempre ben riconoscibile. Quella di Viale Brianza è quindi la prima tappa di un progetto che si accosta ad altri interventi d’arte pubblica, e che andrà a toccare svariati angoli ignorati di Milano e forse di altre città italiane.
Una volta entrati nella cabina RIP si è come catapultati in un passato recente, scossi dalla coscienza di aver praticamente cancellato un tempo che ci è appartenuto; l’artista vi inserisce all’interno due pile di un metro e mezzo di elenchi SIP, 16 polaroid delle installazioni realizzate finora, un’ambientazione sonora che rievoca il rumore dei vecchi telefoni a gettoni e tre grandi insegne RIP. Tutto questo materiale documentativo, assieme al primo elenco/catalogo delle stesse foto, diviene inoltre metafora della stratificazione degli spazi pubblici, attraverso un conseguente processo di stratificazione di nomi, numeri di telefono, indirizzi e immagini delle varie cabine telefoniche. A questo punto, non rimane che aspettare il prossimo appuntamento del Moronauta, seguendo ogni suo passo sulla pagina facebook. Il nome? Non poteva che essere Prontopronto. (Elisabetta Rastelli)

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