L’argomento inizia ad essere oggetto di dibattito e questo non può farci che piacere visto che trattasi di una di quelle – tante – questioni di cui, per dirla senza false modestie, o parla
Exibart oppure non parla nessuno. Torniamo a parlare dei ristoranti dei musei perché nel leggere la notizia il cui link trovate in calce la celeberrima Irina Freguia, anima e corpo del
Vecio Fritolin di Venezia, ci scrive un poco arrabbiata segnalandoci che no, non è vero che Pinault non ha fatto alcunché per la ristorazione di qualità nei suoi musei. E a riprova del fatto ci indica ciò che già naturalmente sapevamo, ovvero che il suo noto locale gestisce il piccolo ristorante interno a Palazzo Grassi offrendo ai visitatori un piccolo spaccato della qualità e dell’eccellenza della casa madre.
La presenza, ormai istituzionale, del Vecio Fritolin a Palazzo Grassi è senza ombra di dubbio un elemento di qualità nel settore della ristorazione da museo, ma non è sufficiente a modificare la nostra idea secondo cui il magnate francese poco ha fatto (abbiamo scritto “poco”, non “niente”) per offrire quel salto di qualità che ci si sarebbe aspettati da una figura del suo profilo.
E se a Palazzo Grassi uno sforzo è stato fatto riservando un piccolo (proprio piccolo!) spazio e assegnandolo ad un ristoratore di sicura eccellenza, a Punta della Dogana (dove sarebbe normale aspettarsi di trovare il miglior ristorante della città; magari anche qui gestito dal Vecio Fritolin) ce la si è cavata con un bar gestito da una catena aeroportuale aperto sino alle 18.30… Francamente ci è parsa, per ora, un’occasione mancata.
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www.veciofritolin.itwww.palazzograssi.it [exibart]
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Si mangia bene al Vecio Fritolin. Lo consiglio, anche perchè i prezzi sono abbastanza onesti, considerate le rapine che si fanno a Venezia. E poi il lavoro è sulla qualità degli ingredienti e la preparazione accorta, anche secondo una tradizione locale. Nessuna delle insopportabili invenzioni di nomi per travestire di novità buone cose fatte con gusto.