Roma, città dalla memoria inestimabile e complessa, dove i “segni” del contemporaneo troppo spesso patiscono l’invadenza incolpevole del passato. Roma che disperde e frantuma ogni esperienza e dove ogni “gesto”, ogni parola stenta ad esprimere la propria autentica irripetibilità. Ma, allo stesso tempo, paradossalmente, Roma ancora e sempre città degli artisti, Roma simbolo estremo di una centralità imprescindibile, momento di incontro, laboratorio permanente, spazio evocativo e luogo ideale per interiorizzare il passato e dischiudere al presente nuovi orizzonti di senso.
In questa ricerca di senso ed in questa apertura al presente e ad ogni suo oltre si colloca l’evento che avrà luogo venerdì 25 ottobre ad Opera Paese, ore 21.00 .
Nell’ambito della rassegna musicale “Controindicazioni ” (ideata e coordinata da Mario Schiano e giunta alla sua sedicesima edizione) gesti e intenzioni musicali incontreranno gesti e immagini dell’arte.
Le note del concerto (nel quale si esibiranno Mario Schiano, Martin Blume, Xu Fengxia, Elio Martuscello e Gianfranco Tedeschi) intesseranno un dialogo ideale con le opere di quattro grandi artisti che animano e nobilitano la scena artistica romana dai 40 anni: Carla Accardi, Jannis Kounellis, Luigi Ontani e Vettor Pisani .
Non un semplice concerto quindi, né una semplice mostra ne tantomeno il mero accostamento di uno all’altra. Non v’è ammiccamento alcuno ad un ipotetica contaminazione dei codici e degli stili, ma la volontà degli autori di volgere lo sguardo all’essenza stessa del linguaggio, alla pura comunicabilità come essenza linguistica dell’individuo. Un’esperienza vera, distante da ogni spettacolarizzazione o ricerca del consenso; un indizio importante di vitalità e consapevolezza; un gesto dal respiro europeo, che Roma può e deve compiere, soprattutto in un momento come questo.
Non è un caso che all’organizzazione dell’evento collaborino Zerynthia e Opera Paese, due strutture da molti anni impegnate nel tentativo di offrire a questa città un segno forte, ed una testimonianza inoppugnabile di come “le arti contemporanee ” siano l’autentico volano di ogni riflessione sul presente e sul passato.
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