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Rovescia la dittatura e vinci un coupé. La provocazione del Center for Political Beauty fa infuriare Erdogan

di - 9 Luglio 2017
Un luccicante coupé Mercedes, eleganti cerchi in lega. Potrebbe essere tuo, basta rovesciare una dittatura. Sta suscitando un’accesa polemica l’installazione che il Center for Political Beauty, collettivo di artisti e attivisti attivo dal 2009, ha allestito di fronte alla sede della Cancelleria Federale di Berlino. Anche perché l’opera ha bersagli precisi, visto che, sull’ampio manifesto che fa bella mostra accanto all’elegante automobile tedesca, oltre alla frase breve e incisiva, “Vuoi questa macchina? a morte la dittatura”, compaiono i volti di Vladimir Putin, Recep Tayyip Erdogan e Salman bin Abdulaziz, re dell’Arabia Saudita. Certo, nessuno dei tre brilla per ironia ma, a essersela presa di più è stato il premier turco che, attraverso il ministro degli esteri, Mevlüt Çavuşoğlu, ha attaccato duramente la polizia tedesca, colpevole di aver aspettato fin troppo, prima di rimuovere l’automobile e lo striscione. «La frase è una incitazione alla violenza che punta alla vita dei leader ritratti nell’immagine e il fatto che la polizia tedesca non sia intervenuta subito rende questo incidente ancora più grave», hanno fatto sapere dalla Turchia. Le relazioni tra i due Paesi non sono idilliache, con scambi di accuse da una parte e dall’altra. Se Angela Merkel ha chiesto chiarimenti sul famigerato colpo di Stato fallito del 15 luglio del 2016, per tutta risposta Erdogan ha accusato i politici tedeschi di usare «metodi nazisti», per aver impedito ai cittadini di origine turca di recarsi al voto per un recente referendum, con il pretesto di misure di sicurezza. Gli animi, insomma, sono piuttosto caldi e non sarà semplice mitigarli, contando che, proprio in questi giorni, ad Amburgo, si tiene il G20, al quale partecipa anche la Turchia, e gli scontri già sono iniziati. «Il messaggio che vogliamo dare è che la dittatura non è benvenuta in Germania. Per la nostra storia, sappiamo benissimo che l’autocrazia e il totalitarismo non dovrebbero essere tollerati», ha dichiarato Philipp Ruch, direttore artistico del Centro per la Bellezza Politica.

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