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Salvate Nicolas Poussin dall’acqua. Una tempesta perfetta fa allagare il Louvre

di - 19 Luglio 2017
Se tutta la specie umana dovesse scomparire improvvisamente da un giorno all’altro, la prima causa di degrado di tutto ciò che abbiamo costruito sarebbe l’acqua in ogni suo stato, dalle infiltrazioni di umidità al ghiaccio nelle condutture. Questo scenario è realistico nel caso in cui le strutture dovessero rimanere senza manutenzione perché, in condizioni normali e per la gioia degli idraulici di tutto il mondo, l’acqua non rappresenta un pericolo. Eppure, il Louvre, che certamente brilla per la cura di ogni minimo particolare, è stato messo a dura prova dall’incredibile tempesta che ha sferzato la capitale francese tra il 9 e il 10 luglio. Non è stata una finestra lasciata aperta per sbadataggine, perché questa apocalisse grondante di pioggia monsonica si è fatta strada dal mezzanino dell’ala Denon, dal primo piano dell’ala Sully e dal grande cortile della Cour Carrée, arrivando a minacciare le opere in esposizione. Tutte le aree coinvolte da questa situazione imprevedibile sono state immediatamente chiuse al pubblico, per mettere in sicurezza le collezioni, in particolare quella di arte islamica e dei dipinti francesi del XVII Secolo. Queste contromisure tempestive hanno evitato la catastrofe ma, come da comunicati ufficiali del museo, non sono riuscite a salvare alcune opere di Nicolas Poussin e Jean François de Troy. Tracce d’acqua sono state trovate sulla Primavera e sull’Autunno del ciclo delle Stagioni, testamento spirituale e stilistico del grande maestro del barocco francese e tra le opere più enigmaticamente poetiche della storia dell’arte. Necessiterà di un accurato restauro anche il Trionfo di Mardocheo, realizzato nel 1736 da Jean François de Troy, tra gli artisti più alla moda dei suoi tempi e direttore dell’Accademia di Francia in Roma, richiestissimo ritrattista e celebre per i dipinti sia a soggetto storico che mondano e galante. E anche la Biblioteca Nazionale ha avuto lo stesso problema, con infiltrazioni nella sezione dei manoscritti medievali e 14 pezzi che avranno bisogno di delicati interventi di ripristino. Non siamo ancora scomparsi ma un temporale ci ricorda quanto è labile la nostra posizione, nonostante lo spessore dei vetri e l’abilità degli idraulici. (MFS)

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