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Sì all’arte, no al dozzinale. Iginio De Luca torna sul caso “Tu sì que vales” con un blitz davanti alla Galleria Nazionale di Roma

di - 26 Novembre 2016
La storia di “Tu sì que vales” e della direttrice della Galleria Nazionale Cristiana Collu, in televisione con l’artista Paco Cao a parlare del Museum Beauty Contest non stiamo nemmeno a ripetervela, che tanto ha fatto il giro dei social e degli scambi di opinione, più o meno coloriti, e più o meno contrari (o favorevoli) degli ultimi giorni. Ma l’artista romano Iginio De Luca ha voluto dire la sua, con uno dei suoi “Blitz”, andando – come di consueto – sul luogo del delitto e trasformandosi un poco in un disturbatore. Negli studi televisivi di Canale 5? Macché, davanti alla Galleria di via Belle Arti.
Come un venditore ambulante di merci all’ingrosso l’artista è salito su un camion “vela” che riportava l’immagine della trasmissione, con tanto del celebre logo “Telemarket” sovrapposto e ha imbracciato un megafono elencando tutte le opere candidate al concorso, settanta, intonando (vedi il video) ogni tanto il popolare richiamo “venghino siori venghino!”, usato appunto dai mercanti e passato alla storia come emblema delle “grossolanità”.
“I concetti che più si affiancano al rinnovamento della Galleria Nazionale, secondo Collu, sono rinnovamento, apertura, svecchiamento, rivoluzione e democrazia. Già nell’azzeramento cronologico e cromatico delle sale si paventa il rischio di un appiattimento che uniforma l’allestimento divenendo più la regola che la novità. Ora, però, nella trasmissione della De Filippi c’è l’apparizione coatta e mortificante su cavalletti di sei delle settanta opere candidate che, mostrate come nelle migliori televendite degli anni ’80, sottraggono volgarmente ogni dignità e prestigio agli artisti nominati, riducendoli a squallida merce, iconografia da “Telemarket”, nel sipario dei set di pentole di berlusconiana memoria. La democratica strategia avviata dalla direttrice sta rottamando la Galleria verso una caduta di stile che, grazie alla maldestra e superficiale gestione, si sta piegando al consenso indistinto e al denaro”, si legge nelle motivazioni del Blitz. Favorevoli o contrari?

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  • La Collu va estromessa dalla GNAM (ho volutamente tenuto il vecchio nome della odierna Galleria Nazionale). Prima di tutto perché non è competente avendo una laurea in storia dell'arte medioevale e non storia dell'arte contemporanea. Secondo perché non ha le idee chiare se nella vita vuol fare la direttrice di un museo, la curatrice o l'artista; terzo motivo perché in evidente cattiva fede ha violato lo statuto dell'istituzione che dirige. Quarto: con quest'ultima operazione giustamente evidenziata e criticata da Iginio De Luca, ha offeso non solo la memoria degli artisti, non solo gli addetti ai lavori seri e competenti ma anche e specialmente le persone del pubblico trattate come deficienti. Chiediamo le dimissioni della Collu!

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