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Sicilia e Toscana si incontrano a Volterra, nelle opere di Renato Frosali e Pietro Roccasalvo Rub

di - 12 Settembre 2018
Nell’ambito dell’articolato programma de “L’agenda dei Priori”, progetto messo a punto dall’assessorato alla Cultura del comune di Volterra per volontà di Eleonora Raspi, merita un cenno l’esposizione “Il negativo logico. Verso nuove possibilità del soggetto”, visitabile fino al 7ottobre, alla quale Renato Frosali (Pomarance, 1950) e Pietro Roccasalvo Rub (Siracusa, 1974) sono stati chiamati a partecipare dal curatore Giuseppe Carrubba.
Si tratta di due artisti molto diversi, di generazioni differenti e con identità specifiche e indipendenti, legate al proprio background geografico e culturale, la Toscana per Frosali e la Sicilia per Roccasalvo Rub. Entrambi usano l’arte come elemento di connessione tra passato e futuro, come tramite verso altri mondi e centrale è il tema della morte, che ognuno interpreta a suo modo.
Per Frosali la smaterializzazione dei corpi dipinti sulla tela diventa pura energia che ricostituisce la forma. Dai fondi scuri e avvolgenti, con pennellate veloci e decise, si sprigiona una forza altra che permette alle forme di affiorare in superficie e di librarsi nell’aria. L’artista di Pomarance, con un ciclo di cinque grandi tele, reinterpreta la morte di Michele Marullo Tarcaniota, un raffinato poeta greco del Quattrocento che da Costantinopoli fu esule in Italia e morì annegato mentre guadava il fiume Cecina, nei pressi di Volterra. Qui la storia s’intreccia con la tradizione e Frosali affronta il tema della morte in modo molto leggero, appena accennato, niente di lugubre, solo alcuni elementi che alludono al protagonista e poi lasciano spazio all’immaginazione e alla suggestione di chiara matrice post barocca.
Pietro Roccasalvo Rub attinge a un diverso bacino culturale, quello siciliano dove i temi della morte e del lutto sono elaborati attraverso riti sacri e profani, suggeriti da tradizioni molto antiche, come quelle normanna, araba e spagnola. Il teschio e la figura incappucciata tipica del mondo medievale, sono spesso presenti nei disegni e nella grande tela che l’artista propone. La visione di queste opere produce un senso di spaesamento e di inquietudine anche se è evidente una matrice latamente surreale che stempera il tema della morte e riconduce il fruitore in un mondo onirico. (Enrica Ravenni)

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