I segnali di una rinnovata fiducia nel mercato dell’arte erano sembrati emergere fin dal giorno d’apertura, ed anche noi di
Exibart non avevamo mancato di sottolinearli. Vendite soddisfacenti, affluenza da record, entusiasmo fra galleristi e collezionisti: tutto sembra ora confermare – a sipario calato – il successo di questa dodicesima edizione dell’
Armory Show.
Ma più che cifre, percentuali o dichiarazioni di circostanza, dal primo comunicato di bilancio arrivato dalla fiera vogliamo estrarre qualche caso specifico, che più dei dati riesce a trasmettere plasticamente le sensazioni positive.
E allora ecco la
Upstream Gallery di Amsterdam, che ha venduto tutta la mostra personale di
David Haines che presentava nello stand nei primi 35 minuti di apertura. Sold out totale nelle primissime ora anche per la
Rental Gallery, del Lower East Side, e per la berlinese
Arndt, che aveva una personale di
Ena Swansea. Giornata inaugurale favorevole anche per un big come
David Zwirner, che ha piazzato ben trenta Polaroid di
Philip-Lorca diCorcia a 4mila dollari ciascuna.
Il top lot della fiera? Un paesaggio di
Edvard Munch, venduto a un collezionista privato dalla galleria
Faurschou di Copenhaghen per 6 milioni di dollari. Seguito a ruota da un dipinto recente di
Damien Hirst, che la londinese
White Cube ha piazzato a oltre 4 milioni di dollari. Sempre da Londra,
Lisson torna a casa con 758mila dollari avuti per un
Anish Kapoor, mentre
Thaddaeus Ropac (Salisburgo/Parigi) con 560mila dollari per un dipinto di
Georg Baselitz e 350mila per una scultura di
Antony Gormley.
link correlati
www.thearmoryshow.com[exibart]