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Storie di “ritrovamenti”: dopo oltre mezzo secolo rivede la luce, a Siena, un dipinto di Luigi Mussini raffigurante Re Vittorio Emanuele II |

di - 22 Dicembre 2016
Era il 1954 quando fu esposto per l’ultima volta il ritratto a mezzo busto di re Vittorio Emanuele II realizzato da Luigi Mussini; poi l’oblio. A distanza di circa sessant’anni il dipinto è il fulcro di un’esposizione aperta a Palazzo Pubblico di Siena nella quale si punta a riscoprire una serie di capolavori che per lungo tempo sono rimasti “nascosti” nei depositi.
Nel 1859 il Governo Provvisorio della Toscana, all’indomani della fine della II guerra di Indipendenza che aveva visto la fuga dei Lorena da Firenze, commissiona un ritratto di Vittorio Emanuele, all’epoca ancora re di Sardegna, a Luigi Mussini. In un’epoca in cui la fotografia cominciava già a farsi strada Mussini si recò però di persona a Torino per essere ricevuto dal re e poter cominciare a lavorare al ritratto “dal vero”. Ebbe modo di avere con il sovrano brevi incontri e due sedute di circa un’ora e mezzo che gli furono concesse, in via assolutamente eccezionale, date le enormi preoccupazioni e i gravi impegni di quel momento così delicato dal punto di vista storico-politico.
Mussini, allora direttore dell’Accademia di Belle Arti di Siena, dipinse un raffinato ritratto a olio del re Vittorio Emanuele II, preludio del ritratto in piedi del Savoia, commissionatogli dal Governo Provvisorio della Toscana. Il ritratto preparatorio è caratterizzato da una verosimiglianza sorprendente tanto che ricevette il plauso del ministro Urbano Rattazzi che ebbe modo di vederlo in anteprima. Successivamente questo studio rimase nell’atelier dell’artista e alla sua morte gli eredi lo donarono al Comune di Siena. Ecco perché il dipinto riaffiora ora dai depositi del museo Civico della città toscana. (Enrica Ravenni)

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