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Tempo, memoria, anima. Nove giovani artisti rileggono il complesso di San Barbaziano di Bologna

di - 10 Luglio 2017
Allestita a Bologna negli spazi di Labs Gallery, nell’ambito del progetto Opentour2017, “Incidenze spaziali. Transizioni verso il contemporaneo: nuovi progetti per il complesso di San Barbaziano”, mostra a cura di Leonardo Regano e Piero Deggiovanni, presenta il lavoro di nove artisti di stanza all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Gli artisti sono stati invitati dai curatori, con il beneplacito del Polo museale Emilia Romagna, a ispirarsi al complesso di San Barbaziano, imponente edificio in centro cittadino, a oggi chiuso, in attesa di importanti lavori di consolidamento, già messi in programma.
Una scelta precisa, considerata la natura poliedrica del luogo che, edificato probabilmente tra il X e l’XI Secolo, nel corso del tempo è stato prima luogo di culto, poi, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi del codice napoleonico, adibito a magazzino, funzione che ha mantenuto fino alla Seconda Guerra Mondiale. Questa stessa molteplice natura si ritrova nello studio degli artisti, che hanno utilizzato linguaggi diversi pur riuscendo a conservare una radice unica e legata al luogo d’ispirazione.
Dalle istanze performative e auto-broadcaster dell’artista Sathyan Rizzo, con Acta Barbatiani, ricco tableaux di videoarte realizzato con la performer Armenia, al cinema espanso con elementi vaporwave di Considerazione, opera di Lucia Fontanelli, la cui desinenza tematica è completata da un’installazione di vasi atti a contenere la polvere prelevata in situ. Il medesimo tema del memento mori lo sviluppa Christina G. Hadley con un trittico di raffinata fattura, Criminen Silentii, a raccontare le traversie di Galla Placidia e di Petronio, in un dialogo sempre aperto con il sacro e la morte. Edificare ex novo da elementi preesistenti è invece l’intento di Luca Bernardello, che adotta innesti poveristi nella sua opera Intervento 44┬ 29’32.2_ N 11┬ 20’16.1_E. Expectāre et Manēre è invece il serio divertissement di Alessandro Pastore che cementa in una valigia il suono ambientale degli esterni della ex chiesa, invitando lo spettatore a un momento di riflessione di stampo dovlatoviano. Alena Tonelli opera sullo studio del segno-traccia, con Ex Voto, intervenendo su una grande tela per richiamare la matrici interne al Complesso, dalla delicatezza delle vetrate alla violenta azione della macchina che calpesta il pavimento, che ormai nulla conserva di sacro. Dal nascondimento, nell’opera di Tonelli, al racconto palesato, soluzione adoperata dalla coppia Casali & Perpignano nel dittico Presenze_Presence, che rivela come la scultura potrebbe ipoteticamente porsi all’interno del complesso monumentale.
Data la coerenza della summa compositiva e dell’articolazione dei temi di memoria, morte, anima e tempo, non possiamo che augurarci che quello stesso luogo che ha ispirato le opere possa diventarne sede espositiva stabile. (Paola Pluchino)
In home: Christina G Hadley, Criminen Silentii, ph. credit Alessandro Pastore
In alto: Lucia Fontanelli, Considerazione, ph. credit Alessandro Pastore

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