Il titolo è New British Art, forse per cercare un’utile assonanza comunicativa con l’universale Young British Art. Giunge alla Terza edizione la Triennale della Tate Gallery, quest’anno affidata alle cure di Beatrix Ruf, direttrice della Kunsthalle in Zurigo. Molti dei lavori proposti dai trentasei artisti invitati si focalizzano sui temi della ripetizione, della citazione e dell’appropriazione di immagini e fatti, con un chiaro omaggio al postmodernismo.
Fra gli invitati, che coprono diverse generazioni e molteplici tecniche, spiccano Angela Bulloch, Marc Camille Chaimowicz (protagonista a Modena nella mostra EGOmania), Peter Doig, Ian Hamilton Finlay, Liam Gillick, Douglas Gordon, Lucy McKenzie, Oliver Payne e Nick Relph, Tino Sehgal, Mark Leckey, che peraltro presenta il video Made in Eaven, già visto alle Papesse di Siena nella mostra Guardami. Un fitto programma di performance ed interventi live sarà proposto per tutta la durata della Triennale, aperta fino al prossimo 14 maggio.
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