S’inaugura sabato 9 agosto a Cecina (Livorno) il Museo Archeologico Comunale nei locali della settecentesca Villa Guerrazzi.
La particolare importanza di questo nuovo museo, immerso nel verde e a due passi dal mare, è che riesce a raccogliere le testimonianze archeologiche di un comprensorio che rappresenta un settore particolarmente significativo dell’antico territorio volterrano, costituendo una sorta di porta d’ingresso per scoprire un luogo ricco di di cultura e di memorie antiche.
Valicando gli attuali confini provinciali tra Livorno e Pisa il museo ospiterà, oltre ai reperti provenienti dal territorio comunale, anche i risultati degli scavi condotti su tutto il territorio della Bassa Val di Cecina, comprendendo materiali dalla preistoria all’età romana, provenienti da Bibbona, Montescudaio, Guardistallo, Casale Marittimo. Di notevole importanza i reperti provenienti dallo scavo della necropoli orientalizzante di Casa Nocera.
La nuova veste con cui apre al pubblico il Museo Archeologico Comunale, non è dovuta solo ad un moderno ed esemplare allestimento, ma anche e soprattutto, alle sostanziali novità che le ricerche recenti hanno rivelato sul profilo storico e sulle dinamiche insediative di un territorio per il quale, solo pochi anni fa si lamentava “una frammentarietà oggettiva nella conoscenza storica e archeologica.”
Il Museo Archeologico Comunale è l’obbiettivo finale di un lungo percorso culturale, cominciato con un accordo di programma, patrocinato dalla Regione Toscana, comprendente tutti i Comuni della Bassa Val di Cecina, le Province di Livorno e Pisa e la Soprintendenza Archeologica di Firenze, che ebbe un primo grosso risultato con la Mostra dei Principi Guerrieri e approdato oggi, (dopo la realizzazione di un’altra Mostra, “La Necropoli riscoperta” in collaborazione con il Museo Guarnacci di Volterra), alla completa ristrutturazione del Museo Archeologico di Cecina, secondo un percorso topograficocronologico, che va dalla preistoria al periodo romano, sotto la supervisione e con la consulenza scientifica della Soprintendenza Archeologica di Firenze.
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