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Tra viaggi onirici e nuove realtà. A Roma, la tredicesima edizione di Short Theatre

di - 24 Agosto 2018
Con il sottotitolo “Provocare Realtà”, torna a Roma, dal 5 al 15 settembre, Short Theatre. Giunto alla sua XIII edizione, il festival, diventato ormai uno dei più importanti appuntamenti sul piano internazionale con le performing arts e la creazione contemporanea, si snoda tra La Pelanda, il Teatro Argentina, il Teatro India, le Biblioteche di Roma e alcuni spazi urbani.
A quali storie non stiamo prestando attenzione? Quali le forze che premono a cui non stiamo dando parola? Queste alcune delle questioni sulle quali si interroga la direzione artistica di Fabrizio Arcuri e la co-curatela e direzione generale di Francesca Corona. “Provocare Realtà” è una chiave di lettura offerta al pubblico, invitato a immergersi in un programma che ha come vocazione quella di accogliere al suo interno percorsi artistici che sappiano interrogare il reale e il suo racconto, osservandone i meccanismi, mettendone in discussione le rappresentazioni, ponendo l’accento sulla capacità che i linguaggi del contemporaneo hanno nel generare delle “nuove oggettività”.
Molti i nomi internazionali in programma, tra i quali Tiago Rodrigues, che presenterà al Teatro India, in prima assoluta, l’esito finale dell’École des maitres 2018, di cui è stato la guida in questa edizione, e alla Pelanda, in prima nazionale, Antonio e Cleopatra, spettacolo che ha segnato l’edizione 2016 del Festival d’Avignone; Jérôme Bel con Gala al Teatro Argentina, in collaborazione con il Teatro di Roma – Teatro Nazionale nell’ambito di Grandi Pianure – Gli spazi sconfinati della danza contemporanea, a cura di Michele Di Stefano, e con La Francia in scena, che rende protagonista chi normalmente è escluso dal dispositivo dello spettacolo dal vivo istituzionalizzato, ovvero dilettanti e corpi non conformi.
Fra arti visive, performance e letteratura si muove la belga Sarah Vanhee, rivelazione delle ultime edizioni del Kunstenfestivaldesarts di Bruxelles. In Oblivion, in prima nazionale, mette in scena una sorta di “negativo” della propria vita privata e professionale, attraverso l’archiviazione dei rifiuti che l’artista stessa ha conservato per un anno. Un viaggio onirico che segue il destino di un gruppo di elefanti, attraverso le immagini e il suono – curato da uno dei più grandi sound designer e sound recorder internazionali, Chris Watson – è quello di Carlos Casas, nell’opera di live expanded cinema Sanctuary.
Numerosi anche gli italiani, tra i quali la prima assoluta di Combattimento, la nuova creazione dei Muta Imago, Babilonia Teatri con Calcinculo, Claudia Castellucci e Chiara Guidi con Il regno profondo. Perché sei qui?, i progetti site specific L’uomo che cammina di DOM e The end del collettivo milanese Strasse.
Grande spazio anche alla formazione, quest’anno raccolta nella sezione Tempo Libero, con i laboratori di Giorgia Ohanesian Nardin, Tropicantesimo, Juan Dominguez, la masterclass di Tiago Rodrigues, e l’accoglienza dei progetti Da.Re, il Modulo Arti del Master in Studi e Politiche di Genere di Roma3, Dominio Pubblico Summer Moving 2018 e Teatro e Critica.
Tornano poi i Progetti in Residenza, come il bed in radiofonico Bad Peace, giunto alla sua terza edizione, e Little Fun Palace a cura di OHT, che creeranno spazi in cui un programma quotidiano e gratuito accoglierà live, proiezioni e talk per farsi largo nelle intricate maglie del contemporaneo. Infine una programmazione musicale dal titolo Controra, che ospiterà, tra gli altri, Ninos du Brasil, Gegen e i dj set di Debonair, in collaborazione con Spring Attitude, Lady Maru, St. Robot, Ubi Broki del collettivo Strasse e Martina Ruggeri ed Erika Z. Galli della compagnia Industria Indipendente.
Programma completo e tutte le informazioni, qui. (Paola Granato)

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