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Tre amanti fanno scintille. L’installazione dei Masbedo al ristorante di Carlo Cracco di Milano

di - 12 Dicembre 2018
Una vera e propria festa ieri sera, negli spazi del Ristorante Cracco in Galleria Vittorio Emanuele II, a Milano. L’occasione? Un opening speciale, per un duo di artisti che, negli ultimi mesi, ha riscosso innumerevoli successi: i Masbedo. Per la seconda “site specific installation”, dopo gli occhi-neon di Patrick Tuttofuoco nelle lunette in galleria, arriva infatti la premiata ditta Bedogni-Massazza, con Romans Roman (Hommage à Roman Signer), video installazione che gioca sui temi delle emozioni, delle attese e dell’eccitazione, intorno a un tavolo. E quale posto migliore, se non un ristorante, per consumare insieme adrenalina e innescare una serie di fuochi pirotecnici che escono letteralmente dalla mente dei tre protagonisti?
«Sospesi in uno stato di tensione seduttiva, magica, inquieta, i protagonisti sono immersi in un’atmosfera sofisticata e straniante, in una situazione dai contorni indefiniti in cui la carica erotica e magnetica è palpabile e arriva a manifestarsi in modo imprevisto e improvviso», si legge nel comunicato che accompagna l’evento, ideato nel suo complesso dallo stesso Cracco, insieme all’agenzia di comunicazione Paridevitale e Sky Arte.
Vi ricordate Pensiero Stupendo di Patty Pravo e la storia del menage a trois non ben definito nella sua corrispondenza? Anche in questo caso si parla di «Ambiguità della seduzione e della creazione del desiderio», anche se è il sentimento dell’attesa a farla da padrone, prima del cortocircuito fisico e cerebrale. Senza dimenticare, ovviamente, un aspetto conviviale che – anche nella realtà – è stato decisamente suggestivo vivere, in quella galleria agghindata di Swarowski, con i fasci rossi sponsorizzati da Chanel a illuminare piazza della Scala e Palazzo Marino.
E anche se la folla era parecchia e si è preferita una bella formula stand up, i Masbedo ci tengono a precisare: «Il tavolo è un elemento ricorrente nella nostra ricerca, intorno al quale abbiamo già lavorato in passato, e questo progetto – per la natura intrinseca del luogo con cui siamo stati invitati a confrontarci – ci è sembrata l’occasione ideale in cui riprendere questa immagine». E la videoarte è servita in galleria!

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