È ufficiale la nomina di Vincenzo Trione alla presidenza della Triennale Milano: lo storico dell’arte e docente universitario succede a…
Un piccolo inferno anonimo, popolato di demoni e creature fantastiche, ha mandato in cortocircuito le previsioni degli esperti. Infiammando i…
Fino al 15 settembre prende forma una mostra esperienziale concepita come ambiente immersivo, in cui la natura si manifesta nella…
Italian Female Filmmakers in the Sixties and Seventies: un nuovo volume ricostruisce opere e percorsi delle registe attive in Italia…
La donazione al Polo Biblio-Museale di Lecce di una parte dell’archivio dell’artista belga condannato per violenza non è stata accolta…
Nasce la Hamburg Art Week, che a settembre 2026 trasformerà la città portuale tedesca in una vetrina internazionale per i…
Visualizza commenti
attenti abo è napoletano.......
In genere sui libri c'è scritto che è nato a Caggiano (Salerno)...
- ABO è Lucano nato a Polla (PZ)- se mai è di
cultura Napoletana.
- Io, (nata in provincia di Matera) conservo
una bellessima dedica di Achille che dice:
- " A Teresa,terra della mia terra con
affetto Achille"
ABO è nato a Caggiano (SA) nella provincia di Salerno e precisamente nel Vallo di Diano.
Quanti orrori scrivete!!
Achille Bonito Oliva è nato a Caggiano (Salerno) nel lontanissimo 1939! Non è napoletano o pollese, ma caggianese! La sua attività di critico si è esplicata con molta determinazione e con operazioni culturali non sempre corrette. Infatti il "fenomeno" Transavanguardia altro non è che una teorizzazione di una strategia artistica all'insegna, falssissima,di un'operazione critico-ideologica per il vero e proprio lancio merceologico di artisti che, grazie a lui, sono divenuti importanti. Non certo si è trattato di un'operazione culturale di alto profilo. Si è trattato - come ha scritto Enrico Crispolti - di una vera e propria operazione di "lancio", di marketing e non di un'operazione critico-storica ponderata e con valenze artistiche importanti. "ciò ha finito per ridurre, per l'artista, la sua stessa affidabilità al mercato in termini meramente strumentali [...] mentre domina sempre più il modello di una dimensione mercificata dell'arte (una collusiva teorizzazione ne ha data Bonito Oliva nel suo libretto "Arte e sistema dell'arte", De Domizio ed.,Pescara, 1975) riconoscendo "il mercato dell'arte come opera d'arte", giacché incaricatosi di "dare statuto di esistenza e riconoscimento all'opera d'arte" : pp.22-4). E ciò nel decadimento della stessa potenziale creatività culturale, originale, del mercato medesimo, ridotto a selvaggia promozione pubblicitaria, orientata su i modelli egemonicamente promossi e gestiti (promozione che perciò condiziona i contenuti stessi delle riviste d'arte, ove questa maggiormente esercita la propria pressione)" Vedi E. Crispolti, Come studiare l'arte contemporanea, Roma, 1997, pp.151-52)Ecco evelato l'arcano. Ecco chi è ABO: solo e soltanto una vuota sigla del marketing dell'arte.
appunto come dicevo, bonito oliva è napoletano....