27 aprile 2008

Un assaggio di ABO. Su Exibart.onpaper, ecco la postfazione dell’ultimo Bonito Oliva…

 

di

Bonito OlivaTu, cavaliere, funambolo… funambolo, come tu ti definisci, nietszchiano, che cosa vuol dire muoversi con i piedi su un filo della dimensione di qualche millimetro, che corre da una parte all’altra, ovvero dal passato al futuro. Quale futuro, e quale approdo sono previsti, qual è il colore di questo filo e quale il vestito che indossi da abile trasformista nel mondo dell’arte?”. Sì, avete letto bene, nessun errore. La forbita prosa è quella di Achille Bonito Oliva, l’attacco della postfazione – anzi, Postfazione in forma di dialogo fra Me e Sé – per il suo ultimo libro in uscita presso Skira. Della quale potrete leggere brani ben più ampi sul prossimo numero di Exibart.onpaper, al solito pronto a cogliere tutte le novità che girano per l’ambiente. E sarà ancora una volta una sorta di anteprima, visto che libro e rivista usciranno quasi in contemporanea, agli inizi di maggio…

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6 Commenti

  1. – ABO è Lucano nato a Polla (PZ)- se mai è di
    cultura Napoletana.

    – Io, (nata in provincia di Matera) conservo
    una bellessima dedica di Achille che dice:

    – ” A Teresa,terra della mia terra con
    affetto Achille”

  2. Achille Bonito Oliva è nato a Caggiano (Salerno) nel lontanissimo 1939! Non è napoletano o pollese, ma caggianese! La sua attività di critico si è esplicata con molta determinazione e con operazioni culturali non sempre corrette. Infatti il “fenomeno” Transavanguardia altro non è che una teorizzazione di una strategia artistica all’insegna, falssissima,di un’operazione critico-ideologica per il vero e proprio lancio merceologico di artisti che, grazie a lui, sono divenuti importanti. Non certo si è trattato di un’operazione culturale di alto profilo. Si è trattato – come ha scritto Enrico Crispolti – di una vera e propria operazione di “lancio”, di marketing e non di un’operazione critico-storica ponderata e con valenze artistiche importanti. “ciò ha finito per ridurre, per l’artista, la sua stessa affidabilità al mercato in termini meramente strumentali […] mentre domina sempre più il modello di una dimensione mercificata dell’arte (una collusiva teorizzazione ne ha data Bonito Oliva nel suo libretto “Arte e sistema dell’arte”, De Domizio ed.,Pescara, 1975) riconoscendo “il mercato dell’arte come opera d’arte”, giacché incaricatosi di “dare statuto di esistenza e riconoscimento all’opera d’arte” : pp.22-4). E ciò nel decadimento della stessa potenziale creatività culturale, originale, del mercato medesimo, ridotto a selvaggia promozione pubblicitaria, orientata su i modelli egemonicamente promossi e gestiti (promozione che perciò condiziona i contenuti stessi delle riviste d’arte, ove questa maggiormente esercita la propria pressione)” Vedi E. Crispolti, Come studiare l’arte contemporanea, Roma, 1997, pp.151-52)Ecco evelato l’arcano. Ecco chi è ABO: solo e soltanto una vuota sigla del marketing dell’arte.

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