Sono passati esattamente trent’anni da quando, nel 1974, Renato Guttuso decise di regalare alla città di Palermo la sua monumentale Vucciria. Allora sia il Comune di Palermo, sia la Provincia, che la Regione Siciliana, si resero “disponibili” a ricevere il prezioso dono direttamente dalle mani del maestro. Il quale, però, preferì l’Università di Palermo a tutti i contendenti, per intercessione dell’allora pro-rettore, e amico personale del pittore, prof. Marcello Carapezza, padre naturale del figlio adottivo di Guttuso, Fabio.
La sede designata fu lo Steri, palazzone trecentesco destinato proprio in quegli anni a sede del Rettorato dell’Università. Il dipinto trovò collocazione nei prestigiosi uffici ai piani alti dell’edificio e la sua fruizione fu, pertanto, a lungo riservata ai soli impiegati dell’Università, agli ospiti del rettore o a chi, previi farraginosi passaggi burocratici, riusciva ad ottenere, per motivi di studio, uno speciale permesso alla “visione”.
Nonostante la sua poca visibilità, l’opera ha goduto da sempre di un’immensa fortuna, divenendo certamente l’opera più nota del maestro bagherese e quasi un emblema del suo modo di intendere la pittura e l’essere siciliani. La tela è un omaggio dichiarato alla memoria del celebre mercato storico di Palermo.
Sull’onda del successo dei visitatori accorsi -si stima una media di almeno 1000 presenze giornaliere- per vedere l’opera eccezionalmente esposta al pubblico in questi giorni, in occasione della rassegna Kals’Art (fino al 22 settembre, giovedì-venerdì-sabato dalle 20 alle 23.30), il rettore Giuseppe Silvestri ha deciso, d’accordo con Fabio Carapezza Guttuso, una nuova collocazione per la tela nella Sala delle Armi al piano terra dello Steri. Da ottobre il dipinto sarà visitabile tutti i giorni dal pubblico, in un nuovo allestimento che, oltre ai già installati impianti antifurto, di illuminazione e climatizzazione per garantire livelli sempre costanti di temperatura e umidità, sarà presto dotato di un ricco apparato didascalico che ripercorrerà la genesi dell’opera in relazione alla poetica e alla produzione di Guttuso di quegli anni. (davide lacagnina)
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sono felice di apprendere che il gusto, l'amore per il bello e la volontà di condividere quanto di più rappresenti "l'essere siciliani" ,come suggerisce il brillante Dottor Lacagnina, abbiano la meglio su tante problematiche di natura puramente burocratica.
è un peccato nn potere essere lì a vedere da vicino...
Il quadro è cosi bello che non sono riuscito a leggere la notizia. Spero che succeda più spesso.
ho la incisione originale di questo dipinto immaginifico..dopo tante (in)utili polemiche bisognerebbe (ri)valutare l'insieme delle sue opere.. un artista oggi un po dimenticato ma sanguigno..sensuale..
roberto matarazzo