Luce ed ombra s’inseguono. Sul filo seducente della paura si rincorrono l’alchimia e l’allegoria, l’occulto e l’atavico batticuore. In un’installazione che mischia rumori e visioni con un linguaggio che, alludendo alle ossessioni del cinema espressionista tedesco, indaga la labile linea di confine tra il desiderio di conoscere e la paura di sapere.
Gioca sul contrasto, inevitabilmente, l’opera di Alessandro Zannier esposta in questi giorni a Treviso, in uno spazio volutamente chiuso, tra para-scienza ed incomprensibili marchingegni, illuminato in maniera teatrale da spot e luci radenti. Ultima settimana per avere paura. Fate di corsa! (d. c.)
Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore
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