Cosa e possibile e cosa no nella public art? Davvero in arte si può fare di
tutto e non ci sono più forme di censura? Questo è il filo conduttore che
lega i progetti di artisti internazionali, esposti in un Salon des
refusées, per opere che non hanno mai trovato realizzazione.
Maria Thereza Alves, Tania Bruguera, Minerva Cuevas, Carlos Garaicoa,
Alberto Garutti, Eva Marisaldi, Callum Morton, Antoni Muntadas, Jorge Orta,
Lucy Orta, Nedko Solakov, Bert Theis, Sislej Xhafa sono i protagonisti
della mostra. Salon des Refusées curata da Roberto Pinto
“L’idea – dichiara il curatore – è quella di raccogliere insieme i progetti
che non hanno mai visto compiersi
la loro messa in opera, cercando di far rivivere quelle idee per creare una
sorta di monumento all’utopia rimasta nel cassetto, mettendo in discussione
anche la “libertà assoluta” pretesa dagli stessi artisti, è lo scopo della
mostra. Parallelamente Salon de Refusées è anche un modo di
analizzare le logiche, sia politico-strategiche che economiche, che
sottendono alla realizzazione di opere d’arte contemporanea e alla loro
presentazione e naturalmente le interferenze del potere qualunque esso sia.”
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